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CARLO  CARRA' 

 

L’artista, nato a Quargnento (prov . Alessandria ) nel febbraio 1881, iniziò ad interessarsi d’arte negli anni 1893-1894, ma ebbe il suo primo lavoro nel 1899-1900 quando si recò a Parigi per collaborare  alle decorazioni dell’Esposizione Universale. Successivamente anche per l’aiuto di uno zio fu in grado di frequentare l’Accademia di Brera. Fu in quel periodo che ebbe contatti con Valeri, Boccioni e l’arte divisionista.

Intorno al 1910 Carrà aderì al Futurismo firmando fra l'altro il Manifesto "La pittura dei suoni,rumori ed odori".  In tempi successivi partecipò all’Esposizione Intima della Famiglia Artistica Milanese ed all’Esposizione di Arte Libera al padiglione Ricordi. L’artista osservava su quella fase: “….il nostro concetto della prospettiva era in antitesi con quello della prospettiva corrente. Dinamico nella sua applicazione, esso produce nello spirito dell’osservatore una somma assai maggiore di emozione plastica ottenendo così una unità architettonica del quadro, che secondo noi faceva balzar fuori una verità più intensa, più viva, più vasta……”

Negli anni 1911 e 1912 ebbe modo di recarsi a Parigi dove conobbe il cubismo ma anche molti artisti come, ad esempio, Picasso, Modigliani, Braque, Matisse

Successivamente Carrà fu preso da un’intensa meditazione estetica e da  nuove immaginazioni artistiche ed intorno al 1916 dipinse i suoi primi quadri metasifici. Solo durante la prima guerra mondiale (a Ferrara) conobbe tuttavia i fratelli De Chirico e De Pisis. Una volta congedato collaborò a “Valori Plastici “ pubblicando i suoi noti articoli sulla “Pittura Metasifica”.

In questo periodo Carrà era costretto spesso a polemizzare. Relativamente ai quadri di quegli anni ebbe ad osservare: “ ho cercato di imprimere alla mia pittura, oltre il senso della naturalezza e della concezione viva e diretta, una corrente di sensazioni che aveva per certi fini aspetti metasifici. Ma le mie tele erano per ciò stesso di un contenuto troppo oscuro per coloro che andavano risolvendo i problemi dell’arte con delle semplici boutades…….” 

Negli anni successivi il suo successo fu  tuttavia crescente e fu invitato varie volte alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, alla Quadriennale di Roma.

Nel 1938 ebbe l’incarico di affrescare alcuni ambienti del Palazzo di Giustizia di Milano che nel 1940 furono poi ricoperti per motivi politici.

Concluso il periodo bellico,  nel 1950 in occasione della XXV Biennale di Venezia, Carrà ricevette un importante premio. La sua ultima mostra fu nel 1962 al Palazzo Reale di Milano (morì nell’aprile 1966).

 

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