A PROPOSITO DELLA "MORTE DELL'ARTE"

 

Sulla morte dell'arte da qualche anno si parla spesso. Gli argomenti possono essere ovviamente relativi. In questo coro di commenti si inserisce anche un articolo firmato da Enrico Baj (uno dei maggiori artisti contemporanei) intitolato " Morte dell'Arte e sopravvivenza del critico " pubblicato sulla rivista Micromega n. 5/92. Rinviamo all'intero articolo coloro che intendono approfondire i concetti ( ci limitiamo ad alcune citazioni).

Nell'articolo solleva alcune osservazioni a noti critici italiani (quali ad esempio A.B.Oliva) , fa le sue valutazioni sulle questioni collegate al valore commerciale delle opere d'arte, esprime critiche ad alcuni settori politici. Cita anche la famosa burla di quei ragazzi di Livorno circa il ritrovamento in un un fiume di alcune opere di Modigliani ( burla dalla quale furono coinvolti anche alcuni critici...). Baj valuta ancora che taluni critici d'arte si esprimono in "politichese". L'autore esamina alcuni aspetti del rapporto fra pubblico ed arte nonchè il ruolo giocato dai critici.

Alcuni passi dell'articolo:

....ma col tempo "il pubblico ha acquistato come un muscolo e una capacità di assorbire i colpi bassi dell'arte senza più spaventarsi". Anzi ,si mette a comprare e così crea il mercato. Il mercato, aiutato dalle intuizioni dei critici, diventa " opera d'arte in sè e per se'", col che si ribalta il ruolo negativo della mercificazione.
Un ingranaggio lucido e perfetto provvede alla distribuzione internazionale con la "coscienza cinica" di dare statuto di esistenza e riconoscimento oggettivo e mercuriale all'opera d'arte.
Nasce così la figura del collezionista, il quale è un tipo che delega la propria creatività all'artista. La collezione diventa esibizione feticistica e ostentazione infantile di chi cerca di porre riparo alla perduta creativita' per mezzo del "denaro-fallo" ...

omissis...

"Della morte dell'arte si parla in continuità ormai da due secoli. A dare la stura, congiungendosi alla famosa condanna della pittura e della poesia da parte di Platone, sono stati nuovamente i filosofi , non tutti per fortuna, e precipuamente Hegel con le sue tesi sull'Assoluto e sulla sua proiezione empirica. In sostanza, dice Hegel, l'intuizione artistica si rivela insufficiente di fronte a una forma di conoscenza completa qual'e' la filosofia. Dunque la filosofia contiene in se' il superamento e la morte dell'arte.

Dai filosofi la declaratoria di morte presunta passa in mano agli artisti agli inizi del nostro secolo. Nel 1915 il dadaismo, sorto al Caffe' Voltaire di Zurigo si fa subito portatore di fermenti nichilistici e distruttivi rivolti verso l'arte.

Con alla testa Hugo Ball, Tristan Tzara e Hans Arp, i dadaisti attaccano pure il futurismo, che era la piu' spinta e violenta delle avanguardie d'allora, accusandolo di accademismo piccolo borghese, legato ai miseri concetti di composizione e colore.

Circa alcune rotture nell'ambiente artistico, Baj cita diversi nomi (Duchamp, Munari , Fontana, Debuffet propagatore dell'arte deperibile, Sperri autore dell'arte da mangiare ecc.) poi nell'articolo citato cosi' si eprime:

" Ma la proprietà dei diritti d'autore per la morte dell'arte passa ancora una volta di mano. Se ne impossessa con rapida mossa il critico che, pugnalati alla schiena sia l'arte che gli artisti, ci campa sopra arroccato in quella fetta del sistema che sono le istituzioni e le strutture delle Antichita' e Belle Arti. Perfettamente conscio di potere a suo giudizio e arbitrio attribuire valore mercuriale e autenticita' di provenienza a certe opere piuttosto che ad altre; forte del fatto di poter governare includendo nelle varie mostre gli artisti pronti al suo tatticismo, espellendo gli altri, il critico costruisce quotidianamente la sua sopravvivenza secondo l'antico detto "mors tua vita mea", che lui ribattezza "nuovo sistema dell'arte".

omissis...

Sapete voi che gli artisti, i poeti, i creatori di movimenti, gli estensori di manifesti, i provocatori dei turbamenti dell'arte non vengono mai interpellati da direttori e curatori quando si sta progettando una grande mostra, che so io, sul futurismo, sul surrealismo, sul situazionismo, o nuclearismo ? ...Perche' gli artefici vengono interpellati solo su questioni marginali, come la ricerca di certi quadri ?...

omissis....

 

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