Fondazione del Futurismo

Il Manifesto di seguito riportato fu pubblicato in francese sul quotidiano "Figaro" il 20 febbraio 1909

(premessa di Marinetti)

nel preambolo colui che rappresentò un momento importante dell'avanguardia italiana nel 900, fa cenno anche ad alcuni fatti, osservazioni ecc.

Avevamo vegliato tutta la notte - i miei amici ed io- sotto lampade di moschea dalle cupole di ottone traforato, stellate come le nostre anime, perchè come queste irradiate dal chiuso fulgòre di un cuore elettrico. Avevamo lungamente calpestata su opulenti tappeti orientali orientali la nostra atavica accidia, discutendo davanti ai confini estremi della logica ed annerendo molta carta di frenetiche scritture.

Un immenso orgoglio gonfiava i nostri petti, poichè ci sentivamo soli, in quell'ora, ad essere desti e ritti, come fari superbi o come sentinelle avanzate, di fronte all'esercito delle stelle nemiche, occhieggianti dai loro celesti accampamenti. Soli coi i fuochisti che s'agitano davanti ai forni infernali delle grandi navi, soli coi neri fantasmi che frugano nelle pance arroventate delle locomotive lanciate a pazza corsa, soli cogli ubriachi annaspanti, con un incerto batter d'ali, lungo i muri della città-

Sussultammo ad un tratto, all'udire il rumore formidabile degli enormi tramvai a due piani....

omissis

Poi il silenzio divenne più cupo. Ma mentre ascoltavamo l'estenuato borbottio di preghiere del vecchio canale e lo scricchiolar dell'ossa dei palazzi moribondi sulle loro barba di umida verdura, noi udimmo subitamente ruggire sotto le finestre gli automobili famelici.

- Andiamo, diss'io; andiamo, amici ! partiamo ! Finalmente, la mitologia e l'ideale mistico sono superati . Noi stiamo per assistere alla nascita del Centauro e presto vedremo volare i primi Angeli !...bisognera' scuoterne le porte della vita per provarne i cardini e i chiavistelli !... Partiamo ! Ecco sulla terra, la primissima aurora ! Non v'e' cosa agguagli lo splendore della rossa spada del sole che schermeggia per la prima volta nelle nostre tenebre millenarie !...

omissis (l'autore narra di una fantastica avventura alla fine della quale si trova con l'auto capovolta, l'incidente avvenuto fu un pò diverso)

Allora , col volto della buona melma delle officine (.....)  noi, contusi e fasciate le braccia ma impavidi, dettammo le nostre prime volontà a tutti gli uomini vivi della terra:

MANIFESTO DEL FUTURISMO

1. Noi vogliamo cantare l'amore del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerarietà .

2.Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3.La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4.Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa , essa pure, sul circuito della sua orbita.

6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7. Non v'e' bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo puo' essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.

8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli !...Perchè dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile ?..il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo gia' nell'assoluto, poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.

9. Noi vogliamo glorificare la guerra- sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari , le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa; canteremo le maree multicolori o polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che svalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

E' dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perchè vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquarii.

Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli.

Musei: cimiteri !...identici, veramente, per la sinistra promiscuità di tanti corpi che non si conoscono. Musei: dormitori pubblici i cui si riposa per sempre accanto ad essere odiati o ignoti ! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che vanno trucidandosi ferocemente a colpi di colori e di linee, lungo le pareti contese !

omissis

E che mai si può vedere, in un vecchio quadro, se non la faticosa contorsione dell'artista, che si sforzo' di infrangere le insuperabili barriere opposte al desiderio di esprimere interamente il suo sogno ?...Ammirare un quadro antico equivale a versare la nostra sensibilita' in un'urna funeraria, invece di proiettarla lontano, in violenti getti di creazione e di azione.

Volete dunque sprecare tutte le forze migliori, in questa eterna ed inutile ammirazione del passato, da cui uscite fatalmente esausti, diminuiti e calpesti ?

In verità io vi dichiaro che la frequentazione quotidiana dei musei, delle biblioteche e delle accademie (cimiteri di sforzi vani, calvarii di sogni crocifissi, registri di slanci, troncati!!..) e' per gli artisti , altrettanto dannosa che la tutela prolungata dei parenti per certi giovani ebbri del loro ingegno e della loro volontà ambiziosa.

Per i moribondi, per gli infermi, pei prigionieri, sia pure:- l'ammirabile passato e' forse un balsamo ai loro mali poichè per essi l'avvenire è sbarrato...Ma noi non vogliamo più saperne, del passato, noi, giovani e forti futuristi

omissis...

Suvvia ! date fuoco agli scaffali delle biblioteche !...Sviate il corso dei canali, per inondare i musei !..Oh, la gioia di veder galleggiare alla deriva , lacere e stinte su quelle acque, le vecchie tele gloriose !...impugnate i picconi, le scuri, i martelli e demolite senza pietà le città venerate !

I più anziani fra noi, hanno trent'anni : ci rimane dunque almeno un decennio, per compiere l'opera nostra. Quando avremo quarant'anni, altri uomini più giovani e più giovani di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo !

Verranno contro di noi, i nostri successori; verranno di lontano, da ogni parte, danzando su la cadenza alata dei loro primi canti, protendendo dita adunche di predatori, e fiutando caninamente, alle porte delle accademie, il buon odore delle nostre menti in putrefazione, già promesse alle catacombe delle biblioteche.

omissis...

Essi tumultueranno intorno ai noi, ansando per angoscia e per dispetto, e tutti, esasperati dal nostri superbo, instancabile ardire, si avventeranno per ucciderci, spinti da un odio tanto piu' implacabile inquantochè i loro cuori saranno ebbri di amore e di ammirazione per noi.

La forte e sana Ingiustizia scoppierà radiosa nei loro occhi. L'arte , infatti, non puo' essere che violenza, crudeltà ed ingiustizia.

I più anziani fra noi hanno trent'anni: eppure noi abbiamo gia' sperperati tesori, mille tesori di forza, di amore, d'audacia, d'astuzia e di rude volontà ; li abbiamo gettati via impazientemente, in furia, senza contare, senza mai esitare, senza riposarci mai, a perdifiato...Guardateci ! Non siamo ancora spossati ! I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza poichè sono nutriti di fuoco , di odio e di velocità !...ve ne stupite ?...E' logico poichè voi non vi ricordate nemmeno di aver vissuto ! Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle !

Ci opponete delle obiezioni ?...Basta!...Basta! Le conosciamo.....

omissis...

Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle !

 

 

sezione documenti d'arte

home