MORTE DELL’ARTE E VITA DELLA CRITICA

 

Di questo argomento si e’ occupato, fra gli altri, Fortunato Bellonci nel volume "La Morte dell’arte e altri miti" (edito diversi anni fa da Quasar nell’ambito di una collana di pubblicazioni a cura dell’Accademia Nazionale di San Luca).

Al riguardo scrive il Bellonci :

" Quantunque non razionale per costituzione, l’arte, secondo alcuni, e’ morta perche’ il " sistema" e’ diventato irrazionale da razionale che era; invece la critica le sopravvive perche’ ha fondamenti razionali, e potra’ riportarla in vita domani, magari sotto altre spoglie, e compiuta questa partenogenesi scomparire a sua volta"

" Tale opinione ingegnosa, costruita sul gusto delle antitesi, delle trovate e dei bisticci ……….odora sotto sotto delle vecchie teorie di John Ruskin….di Tolstoj ed altri…."

" Il sistema significa la societa’, la cultura, insieme la causa e l’effetto di entrambe……"

- omissis-

" Chè l’arte se non e’ costituzionalmente razionale, e quindi possiede una componente piu’ o meno rilevante di irrazionalita’, non si vede perche’ in cambio di morire non potrebbe addirittura prosperare nonché continuare ad esistere in una dimensione sistematica irrazionale, sia pure identificabile, da ultimo, con la razionalita’ "

- omissis -

" Non escludono, i favoleggiatori, che la critica, la quale reca in sé dalla nascita l’idea della morte dell’arte (sic !) riesca un giorno a riportare in vita l’arte, che sempre ha avuto consapevolezza – dicono- del nesso della propria creativita’ con l’immanenza della morte…."

L’autore evidenzia infine che sul ruolo dell’arte nel nostro tempo hanno rilievo anche la paura e lo scadimento dell’individualita’ rispetto al livellamento di massa ecc.

"…paura della fantasia, paura della liberta’; dunque gestione della cultura nelle mani rozze della politica che demagogicamente propone di rendere popolare una cultura denunciata quale privilegio di una cerchia eletta, ottenendo di snaturare e degradare la cultura tout court, alla quale una sana democrazia deve unicamente limitarsi a garantire a tutti la possibilita’ di accesso……"

 



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