MANIFESTO DELL'ARTE SACRA FUTURISTA (1932)

Premesso che non fu indispensabile praticare la religione cattolica per creare capolavori d'Arte Sacra, premesso d'altra parte che un'arte senza evoluzione è destinata a morire, il Futurismo, distributore di energie, pone all'Arta Sacra il seguente dilemma: o rinunciare a qualsiasi azione esaltatrice sui fedeli o rinnovarsi completamente mediante sintesi, transfigurazione, dinamismo di tempo-spazio compenetrati, simultaneità di stati d'animo, splendore geometrico dell'estetica della macchina.

L'uso della luce elettrica per decorare le chiese col suo fulgore bianco-azzurro superiore in purezza celestiale a quello rosso-giallo carnale lussorioso delle candele, le meravigliose pitture sacre di Gerardo Dottori, primo futurista che rinnovò con originale intensità l'Arte Sacra., gli affreschi futuristi di Gino Severini nelle chiese svizzere, le molte cattedrali futuriste con un dinamismo di forme in cemento armato, cristallo ed acciaio realizzate in Germania e Svizzera, sono i segni di questo indispensabile rinnovamento dell'Arte Sacra.

Infatti:

  1. soltanto gli artisti futuristi, perché ricchi di una immaginazione illimitata, possono dipingere o costruire un Inferno tale da terrorizzare le generazioni che hanno subito eroicamente gli infernali bombardamenti del Carso e sono allenati ad una vita meccanizzata più pericolosa delle fiammelle da gas povero dell'Inferno tradizionale;

  2. soltanto gli aeropittori futuristi, maestri delle prospettive aeree e abituati a dipingere in volo dall'alto, possono esprimere plasticamente il fascino abissale e le trasparenze beate dell'infinito. Ciò invece non è consentito ai pittori tradizionali, tutti più o meno legati dall'ossessionante realismo, tutti ineluttabilmente terrestri e quindi incapaci d'innalzarsi fino ad un'astrazione mistica;

  3. soltanto gli artisti futuristi ansiosi di originalità ad ogni costo e sistematici odiatori del già visto, possono dare al quadro, all'affresco e al complesso plastico la potenza di sorpresa magica necessaria per esprimere miracoli;

  4. soltanto gli artisti futuristi, che da vent'anni impongono nell'arte l'arduo problema della simultaneità possono esprimere chiaramente, con adeguate compenetrazioni di tempo-spazio, i dogmi simultanei del culto cattolico, come la Santa Trinità, l'Immacolata Concezione e il Calvario di Dio;

  5. soltanto artisti futuristi elettrizzati di ottimismo colore e fantasia come.............................(divv)... possono oggi precisare in un'opera d'Arte Sacra la beatitudine del Paradiso ecc.

    .....omissis......

    (il manifesto accenna poi a varie opere di Gerardo Dottori, Fillia, Oriani, Mino Rosso ecc. nonché all'architettura di Antonio Sant'Elia ed alle mostre di La Spezia e di Prampolini che si annunciavano all'epoca)

    (A CURA DI MARINETTI E FILLIA,1932)

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