sommario saggi

La vendita della Pala Colonna di Raffaello

 

Metropolitan.:tavola centrale

Gardner Museum: la Pietà

National Gallery: Calvario

Dulwich: S.Francesco

Vasari (Le Vite; Raffaello): .. gli fu anco fatto dipingere nella medesima città (Perugia), dalle donne di Santo Antonio da Padoa, in una tavola la Nostra Donna et in grembo a quella, sì come piacque a quelle semplici e venerande donne, Gesù Cristo vestito, e dai lati di essa Madonna  S.Piero, San Paulo, Santa Cecilia e Santa Caterina. Alle qual due Sante vergini fece le più belle e dolci arie di teste e le più varie acconciature da capo, il che fu cosa rara in quei tempi, che si possino vedere....

Questi documenti che ho trascritto personalmente presso l'Archivio Centrale dello Stato, testimoniano le circostanze che determinarono la perdita dalle collezioni italiane della Pala Colonna di Raffaello Sanzio.

L'opera attualmente è smembrata e le sue parti si trovano nei più importanti musei mondiali. La tavola centrale della "Pala" insieme alla lunetta e alla predella si trovano a New York, nel Metropolitan Museum; la "Pietà" della predella è invece a Boston, nello Stewart Gardner Museum e "L'andata al Calvario" nella National Gallery di Londra.

Una mostra tenutasi recentemente nel museo newyorkese ha ricomposto l'opera. Si è trattato per gli appassionati di un'occasione irripetibile per ammirare finalmente la pala nella sua completezza.


N.Y-Metropolitan Museum, foto - © jedphoto -
FOTOLIA


E' una delle prime opere ufficiali di Raffaello; venne dipinta per le monache dell'ordine francescano di Sant'Antonio da Padova a Perugia tra il 1502 e il 1504; vi sono rappresentati: la Madonna in trono col bambino e San Giovannino tra i Santi Pietro, Caterina d'Alessandria, Margherita e Paolo. Nella lunetta è raffigurato il Padre Eterno benedicente, tra due angeli.

Quando la Pala venne divisa nel 1663, le varie parti finirono nelle collezioni della massima aristocrazia europea: della regina Cristina di Svezia, alla quale andò la predella e della famiglia Colonna (la nobile famiglia romana da cui prende il nome il capolavoro), che si appropriò della tavola centrale e della lunetta. Dai Colonna l'opera fu venduta al re di Spagna per poi essere acquistata nel 1901 per la strabiliante somma di 2 milioni di franchi da un certo J.P. Morgan che la lasciò al Metropolitan di New York (1 ).
Pochi sanno però che l'opera prima di passare definitivamente in mani spagnole, venne custodita dai Borbone nel Palazzo Reale di Napoli.
Il 17 febbraio 1870 una lettera arriva alla Direzione Generale, Antichità e Belle Arti, del Ministero della Pubblica Istruzione, organo che allora rilevava gli stessi incarichi dell'attuale Ministero per i Beni e le attività Culturali: il Ministro Cesare Correnti viene informato dallo studioso G.B. Rossi Scotti che " una tavola di Raffaello, proveniente dalle collezioni italiane, si trova a Parigi e sta per essere messa in vendita; si sospetta che sia stata rubata ". Segue il testo della lettera:

Eccellenza,
Un articolo di recente pubblicato nel Journal Des D'ebats firmato John Zemoimne ha reso noto ove esista la famosa tavola di Raffaello da Urbino di questo, già dipinta nel 1505 per le monache dell'antico monastero di Antonio da Padova in Perugia. Di questo dipinto illustrato da Vasari, da Algarotti, da Quatremère de Quincy , da Ernesto Breton, da Grueger etc… [..] Ora Francia ed Inghilterra aspirano all'acquisto di tale preziosa opera d'arte come rivelasi dal citato giornale parigino. Non farebbe egli bene se ordinasse che in Napoli si verificasse se quando fu venduta dai principi Colonna, fu la stessa acquistata particolarmente dalla famiglia Barberini o direttamente dal Museo di Napoli? La domanda è breve ma l'interesse della risposta -qualunque essa stia per essere- è sicuramente massimo. L'onore della nostra Italia, già abbastanza spogliata di tante stupende opere dei suoi figli, che con ammirazione pari a rossore dobbiamo vedere in terra straniera. Le scrivo brevemente,mentre il tempo è prezioso per le indagini opportune, se a caso, Ella Signor Ministro fra mille altre preoccupazioni ignorasse la cosa. Intanto pregandola a informarmi dell'ordine, tanti ne colgo alla mia buona volontà mi offro e mi raccomando (2).
 

Il Ministro dell'Istruzione Pubblica ordina al Ministero degli Affari Esteri di far sospendere la vendita visto che la tavola di Parigi è sicuramente la Pala Colonna di Raffaello

[..] E' messo in vendita a Parigi un quadro in tavola di Raffaello Sanzio rappresentante l'Apparizione della Beata Vergine col Bambino, S. Pietro, S. Paolo, S. Giovanni, Santa Caterina e altre Vergini. Questo quadro è descritto negli inventari della lista civile. Mentre si raccoglieranno gli elementi necessari per verificare a che titolo lo si possa indicare, prego la S. V. a volere per mezzo del Ministero di Parigi, far sì che sia sospesa la vendita, fino a che il Governo Italiano non abbia fatto valere le proprie determinazioni (3) [..].


Il Ministro degli Affari Esteri fa presente al Ministero della Pubblica Istruzione che la tavola di Raffaello è stata esposta al Louvre e che sotto la cornice è stata apposta una nota in francese. Nella nota sono contenute delle informazioni importantissime: il quadro venne acquistato da Ferdinando IV re delle Due Sicilie che lo conservò nel Palazzo Reale di Napoli fino a quando venne di nuovo acquistato nel 1860 dal delegato del Re di Spagna, Bermudez de Castro; quest'ultimo lo sta esponendo per un periodo di tempo limitato nel Museo di Parigi, permettendo così al pubblico di ammirarlo

[...] " Ce tableau a éte peint par Raphael à l'age de 21 ou 22 ans (1504 ò 1505) pour les religenses du monasteré de Saint Antoine de Padove, a Pérouse. Vendu par le monasteré en 1678, il fuit transporté de Pérouse à Rome et fit pendant le 18° sìecle partié de la Galerie des Prices Colonna. Ferdinand IV, roi des deus sicilies,l'acquist de la maison Colonna en 1802 et on le conserve jusqu' en 1860 dans l'un des appartaments des palais royal de Naples, il apartien aujourdhui a Mr Bermudez De Castro, Duc de Roipalda qui desiderant le faire connaìtre, l'a dépose pour quelque mois au Museé du Louvre (4 ) " [...]

E' stato dunque Francesco II di Borbone, discendente di Ferdinando IV a sua volta nipote di Carlo III, re di Spagna a vendere l'opera. Il re Carlo III aveva lasciato al nipote la stessa Napoli. Dal Ministero, intanto, vengono avviate le procedure legali e vengono interrogati i testimoni.

[..]"Il giorno 4 o 5 Settembre 1860 il Re Francesco II ordinò al Maggiordomo Maggiore di palazzo Marchese M. Imperiale di staccare dal muro il detto quadro e i marinai appartenenti alla Reale Norma vennero poi a prendere il quadro [..] non si sa poi dove lo avessero trasportato[..]"
Il testimone Aniello Natale
" [..] Il 5 Settembre 1860 gli fu ordinato dal Re Francesco II di trasportare il quadro all'ambasciata di Spagna, [..] (5)"
Il testimone Gennaro Malizia

Tuttavia a niente sarebbe valso intraprendere un ulteriore ricorso presso i tribunali francesi. Non avendo nessun documento da impugnare il Ministero si sarebbe trovato in una situazione del tutto sfavorevole. La tavola verrà lasciata al possessore spagnolo e non sarà mai più rivendicata.
[..]Il Procuratore Generale di Napoli avendo dato pieno esaurimento all'incarico affidatogli ha indirizzato al sottoscritto la qui unita relazione, nella quale dopo aver accennato ai documenti che si sono potuti apprestare per l'indicato scopo, facendosi ad esaminare nel suo complesso la posizione giuridica dell'affare, emette l'avviso che non sia d'interesse e di convenienza del Governo di proporre avanti ai tribunali francesi l'azione di rivendicazione della quale si tratta (6)[..].

Così la Pala del "divin pittore" stette breve tempo al Louvre e poi passò definitivamente nelle collezioni americane.

Queste lettere secolari sono prova del fatto che l'impoverimento delle collezioni italiane non venne solo dalle requisizioni napoleoniche. Parte delle opere dei nostri maestri vennero vendute dagli stessi italiani e dai regnanti stranieri, in un periodo di crisi economica come quello all'indomani dell'Unità d'Italia.

 E' ora evidente nelle intenzioni del Ministero competente, l'esigenza di conservare il nostro patrimonio storico-artistico, affinchè ogni cittadino, ammirandolo, rafforzi dentro di sé il proprio sentimento nazionale.

Sveva Battifoglia (diritti di riproduzione riservati autrice)

NOTE
1) Cfr. Pagden-Zancan, Raffaello catalogo completo, 2002, pp.148-149.
2) Lettera inviata da G.B.Rossi Scotti al Ministro della Pubblica Istruzione, Cesare Correnti il 16 febbraio 1870; in ACS, AA.BB.AA., I versamento, b. 498, fasc. 573.
3) Lettera inviata dal Ministro Correnti al Ministero degli Affari Esteri il 23 febbraio 1870; in ACS, AA.BB.AA., I versamento, b. 498, fasc. 573.
4) Lettera inviata dal Ministero degli Affari Esteri al Ministero della Pubblica Istruzione il 5 aprile 1870; in ACS, AA.BB.AA., I versamento, b. 498, fasc. 573.
5) 7 aprile 1870. Estratti dei Registri di Cancelleria della Pretura del Mandamento San Ferdinando; in ACS, AA.BB.AA., I versamento, b. 498, fasc. 573.
6) Lettera inviata dal Ministero di Grazia e Giustizia al Ministero della Pubblica Istruzione il 20 aprile 1870; in ACS, AA.BB.AA., I versamento, b. 498, fasc. 573.


NOTA DELLA REDAZIONE: per comprendere la situazione dell'ultimo re di Napoli dopo la caduta di Gaeta, un libro facilmente reperibile è : P.G.Jaeger- Francesco II di Borbone- edizioni Oscar Storia Mondadori. Il testo accenna anche al citato  De Castro che era presente a Napoli poco prima che i Borboni si rifugiassero a Gaeta.

HOME