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SCHEDA

AGOSTINO DI DUCCIO


Perugia, Oratorio di San Bernardino, foto Alpav 2008

Agostino di Duccio (1418-1481 circa) di origine fiorentina all'inizio della sua attività fu probabilmente influenzato dalle esperienze di Donatello e Michelozzo ma anche dal gusto di alcuni ambienti veneziani. Fu sostanzialmente un artista del rilievo plastico.

 vita San Geminiano, fianco meridionale

presbiterio, S.Geminiano salva fanciullo

particolare episodi vita S.Geminiano

 Duomo Modena, Agostino realizzò tali opere nel 1442 circa-foto ingrandibili- alpav 2009 dir.ris-

Dopo aver realizzato, come sopra documentato, alcuni marmi dedicati a San Geminiano nel duomo Modena, di rilievo fu la sua collaborazione al cantiere del Tempio Malatestiano di Rimini al quale già lavoravano - spesso con contatti epistolari - Leon Battista Alberti e Matteo de' Pasti. In questo tempio, come fu accertato nel 1878, sono di Agostino le decorazioni di diverse cappelle. E fra queste hanno particolare notorietà i rilievi dedicati allo zodiaco ed ai pianeti.

Al riguardo Andrè Chastel scriveva : " ...dai bassorilievi di Donatello deriva, ma senza l'accento nervoso e diretto del maestro, l'arte di Agostino di Duccio, l'aiutante di Alberti a Rimini, autore di parecchi pannelli di quella chiesa, dove troviamo evocati gli dèi della favola, le arti liberali, i Profeti, e dappertutto i putti dalle teste rotonde, dai corpi sodi..."


Rimini - foto provincia RN - M. Paritani -www.emiliaromagnaturismo.it

La parte più importante dei lavori di Agostino di Duccio è però in Umbria dove l'artista arrivò nel 1457 e, tranne qualche parentesi a Bologna e Firenze, morì probabilmente dopo il 1481 (al luglio di quell'anno risale l'ultimo documento).  A Firenze l'artista fu coinvolto nelle vicende del grande marmo che poi fu utilizzato da Michelangelo per il famoso David, ma realizzò anche una bella statua dedicata alla Madonna del Carmine ( ora al Bargello).

 

 

PG, particolari esterni- Oratorio di San Bernardino, foto Alpav 2008

 

Le opere di Agostino sono principalmente ubicate a Perugia ma anche ad Amelia. Nel capoluogo umbro sono rilevanti: la facciata dell'Oratorio di San Bernardino, i resti marmorei della chiesa delle Maestà delle Volte (ora conservati alla Galleria Nazionale), l'architettura ed i decori della porta di San Pietro al quale Agostino, insieme a Polidoro di Stefano, lavorò ispirandosi per alcuni elementi alla facciata del Tempio di Rimini.

   Perugia -  Porta di San Pietro – Archivio Fotografico APT dell' Umbria

Relativamente al lavoro di San Bernardino, Andrè Chastel rilevava " ...lo scultore di Rimini... sviluppa le forme monumentali dell'Alberti...ma i pilastri laterali ornati di nicchie, i volumi coperti di rilievi in terracotta, perdono il loro potente significato ..."  ancora : " la facciata è composta come un tabernacolo in oreficieria, dominata da una serena Annunciazione. All'interno le Virtù Francescane, inquadrate da pilastri, sono di uno stile meno puro "


Amelia, S.Francesco: sepolcro Matteo ed Elisabetta Geraldini , foto Riccardo Passagrilli 2008

Amelia: particolari del monumento funebre (angeli) foto Riccardo Passagrilli 2008

Ad Amelia - duomo e chiesa di S.Francesco- sono invece interessanti alcuni monumenti funebri dedicati ad esponenti dell'importante famiglia Geraldini (un esponente di questa famiglia fu anche amico di Cristoforo Colombo e primo vescovo di Santo Domingo). All'epoca l'artista era anziano e probabilmente molto impegnato a Perugia, quindi è facile supporre che per le opere di Amelia  fu sovente aiutato da collaboratori.

Altre opere di Agostino di Duccio sono in diversi posti: nelle vicinanze di Forlì (nel santuario di Fornò gli sono attribuite alcune opere), in diversi musei italiani, due marmi sono individuati al Louvre di Parigi (e fra questi la Madonna d'Auvillers ), un rilievo infine a Pontremoli nella chiesa di S.Francesco ecc.

ricerche sull'artista ed altri temi di storia o storia dell'arte

le ricerche sono allargate ad alcuni web collegati

 

 
 

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