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seicento in Francia

 ARTISTI E MECENATI ALLA CORTE DEL RE SOLE


Luigi XIV - Bernini

Luigi XIV fu incoronato re nel 1643 all'età di cinque anni e regnò fino alla morte (1 settembre 1715). Nel marzo 1661 prese l'effettivo potere quando - interrompendo ogni precedente tradizione - decise di non nominare alcun primo ministro in sostituzione del defunto cardinale Mazzarino. Sebbene il suo modo di gestire il potere sia stato molto criticato in epoche successive, durante il suo lunghissimo regno ebbero interessanti sviluppi le arti e le scienze.

Tali sviluppi tuttavia furono spesso assecondati od ostacolati in base agli orientamenti ed agli interessi della corte reale. Per la letteratura l'arte teatrale e  le scienze, l'intervento reale fu occasionale e quei tempi beneficiarono poi di grandi personaggi come Molière, Racine, Montaigne, La Fontaine, Pascal, Cartesio (Renè Descartes), Corneille  e tanti altri.

Nei settori dell'architettura e delle arti figurative le direttive della corte furono invece molto presenti . Nel 1648 fu infatti creata l'Accademia reale di pittura e scultura ed i canoni artistici ebbero ulteriori definizioni con l'ascesa del ministro Colbert che riorganizzò la citata accademia ed istituì nuove accademie (fra le altre quella di architettura e quella con sede a Roma). Fu poi per intervento dello stesso Colbert (coadiuvato dal pittore Le Brun) che fu costituita la fabbrica Gobelins di arazzi ed arredi preziosi ( Manifacture Royale de la Couronne). Seguì infine l'officina di Saint- Gobain per imitare i vetri di Murano.


in ricordo della manifattura Gobelins

Allo stesso Charles Le Brun (1619-90) fu infine dato anche un ruolo formale. L'artista lavorò moltissimo ai decori della nuova reggia di Versailles influenzando (non sempre positivamente ) tutti gli altri . E furono pochi gli artisti che vollero restarne fuori, come ad esempio i fratelli Le Nain (*) . Il medesimo Le Brun successivamente formulò anche i canoni che dovevano essere rispettati dai pittori (Mèthode pour apprendre à dessiner les passions) e collaborò in maniera decisiva a quello che fu chiamato  " il gran gusto " della corte. Una delle idee di Le Brun era che bisogna correggere con l'arte le imperfezioni della natura.

L'arte francese fino alla costruzione di Versailles aveva come sostanziale riferimento quella italiana . Presenze di artisti non italiani (esempio Rubens) non cambiarono molto le cose. Fra i tanti viaggiarono in Italia il paesaggista e naturalista Claude Lorrain (1600-1682) ,Simon Vouet, Mignard e perfino Le Brun.


De La Tour (i bari) foto  : www.galerie.roi-president.com/

Fra gli artisti francesi del periodo, Georgies Mesnil de La Tour (1593-1652)  fu molto interessato all'esperienza di Caravaggio e ciò in particolare è documentato da suoi "notturni" e dalla famosa Maddalena .


De La Tour -San Tommaso

Nicola Poussin (nota) (1594-1665)  fu  influenzato dai lunghi soggiorni  in  Italia e  tenne pure particolar conto della famosa relazione dell'umanista Bellori (1664, Accademia di San Luca)(**) . Il grande  artista francese ammirava particolarmente le statue classiche per trarne volentieri spunti di bellezza e purezza. A sua volta  i canoni artistici di Poussin ebbero facilmente il loro peso  nelle accademie artistiche. 

Gli avvenimenti legati alla costruzione della Reggia di Versailles e dei suoi giardini (con i principali interventi di Le Vau e di Le Notre) furono tuttavia decisivi per l'arte ed i gusti di quel periodo. Altresì le scelte fatte in quell'occasione e le pitture decorative del Le Brun influenzarono notevolmente le altre corti europee.  Nello stesso periodo non avevano fra l'altro successo i progetti del Bernini e di Pietro da Cortona per il palazzo del Louvre.  

Il gusto artistico e l'interesse per una grande reggia erano comunque venuti a Luigi XIV anche per alcune vicende precedenti.

Il Re Sole  era già un discreto intenditore d'arte quando  morì il primo ministro cardinale Mazzarino (Giulio Mazzarini, nato a Pescina in Abruzzo *** ) e fu felicissimo di ereditare dall'astuto e ricco politico alcune opere d'arte . Mazzarino, in giovinezza educato anche a spese dei Colonna di Roma, era infatti un appassionato collezionista ed aveva creato una collezione di circa 500 quadri anche ad imitazione dei facoltosi che all'epoca vivevano nelle belle ville di Roma ( il cardinale fu per un breve periodo coinvolto  con i parenti Mancini nel possesso dell' attuale villa Pallavicini-Rospigliosi- quella dell'Aurora di Reni- costruita sul colle del Quirinale per volontà di Scipione Borghese).

Dalla collezione del defunto Mazzarino il re ottenne fra l'altro: un quadro del Tiziano, tre Correggio già posseduti dai Gonzaga e probabilmente tre opere del Raffaello (il San Giorgio,il piccolo San Michele ed il ritratto di Baldassare Castiglione). Fra i Correggio, una pubblicazione del Louvre classifica come proveniente dalla collezione Mazzarino  il quadro intitolato "il Sonno d'Antiope". Secondo altre pubblicazioni l' opera del Tiziano appartenuta al Cardinale di Pescina va individuata con la "Venere del Pardo".    

Altro grande collezionista della corte francese fu il sovrintendente Nicolas Fouquet . Come molti potenti del tempo aveva anche vasti interessi culturali e proteggeva diversi scrittori (fra i quali La Fontaine e Corneille) ed alcuni scienziati. Per le sue collezioni d'arte e la sua biblioteca (sembra di 27.000 volumi) si serviva anche del fratello per numerosi acquisti a Roma. Fouquet non aveva necessità di limitarsi; era infatti ricchissimo perchè, nonostante le gelosie e le preoccupazioni di molti, gestiva le finanze della Francia. 

Fu comunque un suo grande progetto che contribuì ad insospettire e contrariare in maniera definitiva Luigi XIV.

Fouquet decise infatti di costruirsi un grande castello a Vaux -Le-Vicomte con l'intento di farne un'autentica meraviglia artistica. Quando la magnifica residenza fu completata il Re (1661) vi si recò per curiosità ma anche per valutare l'ingiustificata opulenza del personaggio. Aveva già concertato con Colbert di far arrestare il sovrintendente per corruzione e via discorrendo.


Vaux Le Vicomte; foto  © Dimitri Maureau - FOTOLIA

Fouquet infatti  fu presto fermato da un gentile ufficiale dei moschettieri (D'Artagnan) e condotto nella fortezza di Pinerolo - all'epoca enclave francese nel Regno di Savoia - dove morì diversi anni dopo (1680). Luigi XIV si impadronì ovviamente di numerose opere della collezione Fouquet, ma poi pensò di costruire i palazzi ed i giardini di Versailles con gli stessi artisti che avevano già lavorato al castello di Fouquet , ovvero: Le Vau, Le Notre e Le Brun.(****)

All'originaria equipe di Versailles si aggiunse alla fine anche Jules Hardouin Mansart che aveva già lavorato alla "Dome des Invalides".

Nel 1662 Luigi XIV  recuperò altri numerosi quadri dai rovesci del banchiere Jabach ( i collezionisti erano diversi...) e poco dopo gli arrivarono interessanti doni- incluso un Caravaggio- dal principe Camillo Doria Pamphili, grande mecenate romano. 

Colbert nel 1681 creò nel  palazzo del Louvre " le Cabinet des Tableaux" primo embrione delle attuali raccolte. Dal 1684 il re fu distratto come tanti francesi dal c.d affare dei veleni (una strana storia di veleni, streghe ed altre insolite vicende)  e da numerosi problemi internazionali. Luigi XIV, come avevamo accennato, morì poi  nel 1715. All'epoca di tale decesso importanti artisti di un'altra stagione erano giovanissimi (ad esempio, Francois Boucher aveva 12 anni) o non erano ancora del tutto affermati (esempio J.Antoine Watteau) .

Prima dell'insediamento - non immediato - del nuovo re Luigi XV, i canoni imposti dalle accademie francesi, anche sollecitati da esempi in Italia , Austria ecc, iniziavano ad imporsi sempre meno. Già nel 1699 era stato pure pubblicato un opuscolo (Dialogue sur le coloris) con il quale Roger de Piles contestava in materia di colori alcune scelte  di Poussin . Il dibattito che ne seguì alla fine favorì quegli artisti che sostenevano lo stile di Rubens ed anche quel pubblico che era più interessato alla piacevolezza dell'arte. La borghesia ben fornita di mezzi economici iniziava ad avere il suo crescente ruolo e, con tutte le logiche conseguenze, era interessata ad  esprimere i suoi gusti anche nell'arte. 


a cura di Al.Pav (dir.ris.)

(*) i fratelli Le Nain (Antoine,Louis,Mathieu) furono fra i primi ad opporsi alle tesi accademiche e ad aderire alla corrente dei "peintre de la realitè". Mathieu , il più longevo, era sensibile alle esperienze degli artisti olandesi ed a quelle di Caravaggio; 

(**) Giovanni Pietro Bellori (1614-1696), in quei tempi funzionario pontificio e poi bibliotecario di Cristina di Svezia,  presentò presso l'Accademia di San Luca a Roma  una relazione intitolata "idea del pittore, dello scultore, dell'architetto.." . Per molti versi le sue tesi consentirono lo sviluppo del neoclassicismo. Nel 2000 a Roma -palazzo delle Esposizioni - fu proposta al riguardo  la mostra "L'idea del bello. Viaggio per Roma nel seicento con Giovan Pietro Bellori". Un articolo sulla mostra è sul numero di aprile 2000 della rivista Art e Dossier. Gli artisti vicini all' umanista furono numerosi ( Annibale Carracci, Guido Reni, Dusquenoy, Domenichino ecc.).

(***) a Pescina (Aq) è da qualche tempo visitabile un  museo dedicato a Mazzarino. Per  tale  museo è disponibile sul web un interessante sito.

(****) un recente film ha documentato che Luigi XIV assunse anche lo chef  di Fouquet; 

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