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  MARMORARI, COSMATI & VASSALLETTO

Nei secoli 12°-13°  sono diversi i maestri marmorari che lavorano a Roma e nei dintorni cercando di riproporre in termini aggiornati le tradizioni architettoniche alle quali si riferiva da tempo la cristianità romana. Tradizioni che poco prima erano state riprese nel laboratorio che i benedettini, ai tempi (1066 circa) dell'abate Desiderio, avevano organizzato a Montecassino con la collaborazione di maestranze bizantine.

Questi artigiani del marmo erano spesso raggruppati in  botteghe e famiglie e sono spesso ricordati come "Cosmati" e "Vassalletto". Fra i tanti artigiani c'erano comunque delle individualità interessanti come Jacopo di Lorenzo, Cosma di Jacopo e Pietro Vassalletto.

Sono comunque moltissime le opere  (pavimenti, marmi lavorati ecc.) che a Roma e dintorni testimoniano gli alti livelli artistici di questi marmorari. A Roma vanno ricordati i lavori nella Basilica di S.Lorenzo fuori le mura, nella chiesa di S.Crisogono, in S.Saba, in S.Maria in Trastevere, nella Basilica di S.Paolo fuori le mura, in S.Giovanni in Laterano, S.Maria in Cosmedin ecc. Ed in questi marmi romani non mancano talora riferimenti egizi.


San Paolo fuori mura, chiostro, opera dei Vassalletto, foto Franco L., 2005

Ma i marmorari romani avevano committenze anche nei dintorni dell'Urbe e quindi furono impegnati anche nel notevole portico del duomo di Civita Castellana   (1210 circa, Iacopo di Lorenzo ed il figlio Cosma)(*), a Subiaco   ecc  ma anche in Ciociaria. Ad esempio nel Duomo di Anagni si annoverano varie opere dei Cosmati  e dei Vassalletto (candelabro tortile e trono episcopale).

 

A Ferentino (Fr) sono invece di notevole interesse nel Duomo : il ciborio firmato da Trudus de Trivio (probabilmente il miglior ciborio del Lazio) e la colonna pasquale attribuita a Pietro Vassalletto. Altri precedenti lavori nella stessa chiesa (decorazioni, schola cantarum ecc.) sono invece riferibili ad importanti esponenti dei Cosmati ( magister Paulus e magister Iacopus ).


ciborio Ferentino, foto archivio APT Frosinone

Verso i confini sud del Lazio ebbero però grossa influenza anche le similari botteghe campane che avevano già realizzato monumenti veramente interessanti nelle loro città (ad esempio a Salerno).


Fondi, sedia cosmatesca antipapa Clemente VII -foto ap-AMBONE

I marmorari romani comunque non lavorarono solo per le immediate vicinanze di Roma.  


Foligno, chiostro abbazia Sassovivo , foto Alpy 2005

Anche gli elementi marmorei del chiostro dell'Abbazia di Sassovivo (nei pressi di Foligno, Pg) -foto sopra- furono lavorati in una bottega romana dove, oltre al maestro Pietro de Maria, erano presenti Nicola Vassalletto ed altri.


Roma, part.  pavimento cosmatesco in San Crisogono, foto Alpy 2005

I pavimenti  "cosmateschi" sono fra gli esempi più noti dell'impegno artistico dei marmorari romani ma questo tipo di pavimentazione (che continuava comunque le tradizioni dei mosaicisti dell'antica Roma) aveva numerosi precedenti nel Medioevo ed in molte zone della cristianità.

Lo stile cosmatesco ebbe anche delle imitazioni in luoghi ben lontani dal Lazio (ad esempio nell'High Altar di  Westminster nel 1268 circa) ed a Roma fu utilizzato fino al 15° secolo.


S.Saba, ricomposizione antico recinto presbiteriale, foto Alpy 2005


Chiostro S.Giovanni- Laterano: altra opera firmata dai Vassalletto, foto Alpav 2005 (***)


porticato di San Lorenzo fuori le mura, opera dei Vassalletto-foto alpav 2011

 


chiostro del monastero dei Santi Quattro Coronati al Celio, foto di Maria Teresa B. 2010

 

la confraternita dei marmorari presso i Santi Quattro Coronati

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(*)  sui Cosmati a Civita Castellana, Ferentino ecc. rinviamo ad articolo pdf della Biblioteca di Viterbo

(***)il Chiostro di S.Giovanni in Laterano

marmorari nel Lazio Meridionale

Corfinio ed i marmorari abruzzesi

 i maestri campionesi

Cosmati a Santa Maria Falleri

      

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