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 IL CORREGGIO

Antonio Allegri (1489-1534)- detto il Correggio- fu un artista che pur muovendosi in un ambito provinciale diede la sua impronta originale ad un periodo artistico ricchissimo di ingegni.

Il pittore ai suoi esordi lavorò a Modena  e fu influenzato dalle opere del  Mantegna. Il Vasari nei suoi riguardi scriveva: "... attese alla maniera moderna tanto perfettamente che in pochi anni dotato della natura et esercitato dall'arte divenne raro e meraviglioso artefice "
.


Parma: monumento Correggio, foto Alpy 2005

Fra i primi committenti, Correggio ebbe (1519) la badessa del Monastero delle Benedettine di Parma - la nobile Giovanna Piacenza - e nella famosa Camera di San Paolo l'artista realizzò (nel 1519 circa) una delle sue opere più interessanti suddividendo la volta in sedici meravigliosi spicchi.


dettaglio dell'affresco del Correggio nella camera della badessa
foto Cristinafil/Frank



F. Barocelli, Il Correggio nella camera di San Paolo

Il successo richiamò altri importanti lavori fra i monaci benedettini. Nel 1520 il pittore ebbe infatti dall'abate G.Spinola l'incarico di affrescare la chiesa di San Giovanni a Parma (lunetta e cupola).


particolare della lunetta in S.Giovanni E.,foto Angelo 05

Negli anni appena successivi (1526-1530) il Correggio fu poi impegnato nel Duomo di Parma dove affrescò la cupola (la notissima " Assunzione della Vergine") ed altri spazi in qualche caso con l'utilizzo dei monocromi.


cupola duomo, foto Franco L, 2005

Relativamente agli affreschi realizzati nelle cupole di Parma, E.H. Gombrich osservava: " Ciò che del Correggio maggiormente imitarono i secoli successivi fu il suo modo di dipingere volte e cupole di chiese. Egli si sforzò di dare ai fedeli, raccolti nella navata sottostante, l'illusione che la volta si fosse spalancata sulla visione della gloria dei cieli...."  (*). Sull'affresco "Assunzione della Vergine" va riferito che lo stesso fu eseguito quando già in Italia c'erano dei proseliti della riforma protestante e che i parmigiani, dopo il recente assedio francese, intendevano ringraziare la Madonna, i Santi Protettori della città ed anche San Tommaso (erano infatti riusciti a spuntarla sui francesi proprio nel giorno in cui c'è la festa di tale ultimo santo). L'affresco ovviamente fu fatto secondo i principi rinascimentali ma con alcune innovazioni compositive che in periodo barocco saranno meglio comprese.

Dopo questi impegni l'artista ebbe modo di recarsi alla corte di Mantova dove, fra l'altro, attirò l'attenzione di Giulio Romano e l'interesse di Isabella d'Este. A Mantova il Correggio lavorò anche ad un paio di quadri richiesti dal conte Maffei. Ebbe incarichi anche a Modena, Reggio ecc. ma  - fino alla morte - fu tuttavia sommerso da problemi familiari ed economici. Vasari racconta che - pressato da questi affanni- morì dopo aver fatto a piedi (e sotto il sole) la strada fra Parma e Correggio.

Opere di Antonio Allegri sono conservate nella Galleria Nazionale di Parma (frammento "Incoronazione Vergine", "Compianto su Cristo Morto", ecc.) ed in altri musei (Madrid, Budapest, Milano, Firenze, Capodimonte, Louvre, Galleria Borghese di Roma, in alcuni musei americani ecc.). Nella pinacoteca di Dresda ci sono diversi suoi dipinti ed una delle sue prime opere (Pala di San Francesco -1515). A Dresda c'era "forse" anche la famosa e misteriosa Maria Maddalena Leggente ma ci sono anche i suoi dipinti: Adorazione dei pastori (la notte) Madonna di San Giorgio e Madonna di San Sebastiano. Per motivi storici non si tratta comunque degli unici dipinti emiliani finiti in questa città tedesca.


Madonna con Francesco, ora a Dresda-foto da wikipedia


Matrimonio mistico di Santa Caterina alla presenza di San Sebastiano, presso il Louvre
diversamente il Matrimonio di S.Caterina d'Alessandria è a Napoli Capodimonte
sullo stesso tema ci sono quadri a Detroit ed a Washington


particolare del dipinto Venere e Amore spiati da un satiro (Louvre)
Probabilmente fu il primo dipinto di una certa serie per la quale il Correggio ci ha lasciato gli "amori di Giove"

Un'interessante mostra sull'artista si è tenuta a Parma fra il settembre 2008 ed il gennaio 2009 e con l'occasione furono effettuati alcuni restauri alla celebre cupola del duomo. Non va dimenticato, infine, che nel 2016 presso le Scuderie del Quirinale fu proposta la mostra “Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento”, a cura di David Ekserdjian


copia del catalogo sulla mostra dedicata
a Correggio-edizioni mondadori

 

(*) a proposito dei dipinti alla cupola del Duomo lo storico Franze Herre riferisce che -poichè le gambe delle figure sospese risultano raccorciate dalla prospettiva - l'affresco del Correggio ancora nell'epoca di Maria Luigia  era chiamato dai parmigiani "pasticcio di cosce di rana".


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