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SCHEDA:  PARMIGIANINO

 

Francesco Mazzola (Parma 1503 - Casalmaggiore, Cremona, 1540), noto come Parmigianino, pittore con l'arte nel sangue, figlio di un pittore e allevato nella bottega degli zii pittori anch'essi, si formò a diretto contatto con il Correggio, ma il suo spirito "libero" e inquieto lo porta da subito ad affermare un individualismo ed un raffinato distacco da tutti i maestri e gli ambienti che frequenta. Il suo talento precocissimo ci è svelato già intorno ai sedici anni, ma è nel 1523, all'acme dei suoi esordi, che egli  si rivela come uno dei maggiori "manieristi" internazionali dipingendo magistralmente il ciclo di affreschi della Rocca Sanvitale a Fontanellato, nei pressi di Parma.

Su commissione di Gian Galeazzo Sanvitale decora con una suprema eleganza tenera e sensuale insieme la "stufetta" privata, il boudoir della moglie Paola Gonzaga, narrando la Storia di Diana e Atteone , tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, inserendo i fatti mitici in una cornice di cielo e verdeggianti pergolati che regalano un mirabile gioco illusionistico. E' un'opera importante: un complesso di simboli che vanno al di là della natura e della realtà, con abile maestria da cesellatore    l'artista, attento ai particolari, al dettaglio più minuzioso, crea una sofisticata apoteosi della bellezza, della verosimiglianza, dell'artificio che culmina nello specchio al centro della volta. Lo specchio come sintesi della "deformazione" e della dilatazione della materia, strumento perfetto <per investigare le sottigliezze dell’arte> come ci racconta il Vasari, è il protagonista inedito del suo "Autoritratto allo specchio" dipinto a Roma nel 1524, ora a Vienna, con cui il Parmigianino afferma il suo anticonformismo iconografico, la novità di stile e la sua estrema originalità nell'intento ossessivo di ricercare il virtuosismo estetico.


Affreschi Fontanellato, particolare saletta "Diana ed Atteone", foto cortesia ufficio turistico Comune  Fontanellato


Questa ricerca della sinuosità e "distorsione" della forma, dello squilibrio delle proporzioni, dell'ingigantirsi ed allungarsi delle figure, passando per molti ritratti privati e quadri religiosi, è enfatizzata e sublimata nella "Madonna dal collo lungo", opera incompiuta del 1534 conservata agli Uffizi, in cui grazia e bellezza divengono valori assoluti e condizioni spirituali. (a cura di Arianna Zuccaro, dir.ris.)


Fontanellato, particolare, foto cortesia locale ufficio turistico

 

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(per i testi in collaborazione con Artable)

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