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BALDASSARRE PERUZZI

Baldassarre Peruzzi (Siena 1481, Roma 1536) collaborò spesso con i più importanti artisti del Rinascimento italiano ma frequentemente ebbe più successo con l'architettura. Grazie alla committenza di Agostino Chigi si impegnò pertanto nella progettazione e nella decennale costruzione della Farnesina (attuale sede dei Lincei) dove il contemporaneo Raffaello dipinse la famosa "Galatea ".

Peruzzi non mise da parte il pennello: sono sue alcune importanti opere come, ad esempio, la "Presentazione di S.Maria al Tempio ecc. " in Santa Maria La Pace(Rm). Nella stessa citata Farnesina sono diversi i suoi decori (di ottimo gusto le figurazioni e le scene mitologiche) in particolare nella  sala delle prospettive.


affreschi di Peruzzi in Santa Maria della Pace, foto ap

Fatto prigioniero dagli spagnoli durante il Sacco di Roma(1527) riuscì a farsi liberare raggiungendo Siena dopo uno sbarco a Porto Ercole e diversi incidenti (fu derubato).  Tornò a Roma solo qualche tempo dopo per l'interessamento di alcuni prelati che apprezzavano le sue doti artistiche.

I lavori che ha lasciato a Roma sono numerosi. Baldassare Peruzzi intervenne come architetto a Palazzo Altemps ed in diverse importanti dimore dell'epoca .Oltre alla prima elevazione sul Teatro Marcello si ipotizza il suo contributo anche  nella costruzione di palazzetto Ossoli, palazzetto Spada ecc.

Una delle più importanti realizzazioni di Baldassare Peruzzi è comunque Palazzo Massimo costruito, con le conseguenti difficoltà, sulle rovine del precedente Odeon di epoca romana.

Secondo taluni l'impianto del palazzo e del suo cortile sarebbero "indizio dell'evoluzione caratteristica del Manierismo ". Da osservare in particolare : le colonne doriche che reggono l'architrave, le diverse finte finestre, l'inganno prospettico realizzato nel cortile.

Il palazzo fu costruito per le esigenze dei fratelli Pietro ed Angelo Massimo ed in effetti si tratta praticamente di due palazzi accostati.  


 
palazzo Massimo alle Colonne- altra prospettiva
 


facciata cortile interno Palazzo Massimo alle Colonne-foto ap

Al riguardo il Vasari scriveva " fece anco, stando in Roma. il disegno della casa de' Massimi girato in forma ovale, con bello e nuovo modo difabbrica; e nella facciata dinanzi fece un vestibulo di colonne doriche molto artifizioso e proporzionato, et un bello spartimento nel cortile e nell'acconcio delle scale, ma non potè vedere finita quest'opera....." 

Molto più recentemente Peter Murray nel suo volume "L'architettura del Rinascimento italiano"  osservava a proposito dello stessa costruzione " ...la distribuzione riprende approssimativamente il tipo di palazzo bramantesco : un pesante basamento separato da una cornice fortemente marcata dal sovrastante piano nobile cui si sovrappongono due ammezzati. Ma , come nel palazzo Branconio di Raffaello (*) , le colonne sono state spostate dal piano nobile al pianterreno e il bugnato riveste l'edificio in tutta la sua altezza...."  
 

 

Il Peruzzi alla fine della sua carriera si trovò comunque "povero e carico di famiglia". Papa Paolo III cercò di aiutarlo negli ultimi tempi, ma lo stesso Vasari ebbe poi ad osservare che l'artista senese ebbe piĆ¹ gloria da morto che da vivo aggiungendo infine "... disegnò Baldassarre eccellentemente in tutt'i modi  e con gran giudizio, ma più di penna, d'acquarello e chiaro scuro....."  Peruzzi fu comunque sepolto nel Pantheon a pochi metri da Raffaello. In questo luogo i senesi gli dedicarono successivamente una lapide commemorativa (vedi)
 


Peruzzi lavorò probabilmente in S.Croce Gerusalemme, nella cappella di S.Elena
 

Oltre che a Roma, lavori di Peruzzi o della sua bottega sono anche ad Ostia (gli affreschi nel castello di Giulio II sono riferiti dallo stesso Vasari). In località "Salone vecchio" (non lontano dalle sorgenti dell'Acqua Vergine) è a lui attribuita la progettazione della villa del cardinale Trivulzi; questa villa - in parte affrescata dal Falconetto- fu saccheggiata in tempi successivi, poi adibita a casale ed infine abbandonata.  


Carpi, la Sagra

A Carpi (Modena) Peruzzi fu chiamato dal principe locale Alberto III Pio per disegnare l'impianto originario della Collegiata di Santa Maria Assunta (ultimata molto tempo dopo e quindi modificata) e per realizzare la facciata della pieve di Santa Maria in Castello (la Sagra) che tuttavia include anche un portale romanico ed alcune sculture della scuola dell'Antelami. L'artista ebbe ovviamente incarichi anche a Siena, sua città natale ( nei pressi di quest'ultima città realizzò, fra l'altro, il Castello di Belcaro con una grande loggia). Nel 1518 circa a Todi collaborò insieme ad altri alla costruzione  della Chiesa di S.Maria della Consolazione. Baldassarre Peruzzi  infine  ebbe occasione di cimentarsi anche come "scenografo" per alcuni eventi (in particolare per papa Leone X).  Uno dei migliori amici del Peruzzi fu Domenico Beccafumi ( 1486-1551).  Ha lasciato testimonianze artistiche di un certo rilievo anche il figlio Giovanni Sallustio Peruzzi (che a Roma lavorò in S.Maria in Traspontina e con Pirro Ligorio alla Casina di Pio IV) .
Va infine segnalato che il bolognese Sebastiano Serlio (1475-1554)  conservò parecchi disegni del Peruzzi e che facilmente prese qualche spunto da questi per i  famosi sette trattati di architettura che ebbero grandissimo seguito  in Francia ed altri paesi europei (link illustrazioni). 

 Ultimamente sono state edite diverse pubblicazioni su Baldassarre Peruzzi (esempio per la Cappella Ghisilardi di Bologna).


(*) Palazzo Branconio -  L'Aquila: è conosciuto solo in base ai disegni; la costruzione di Raffaello fu infatti distrutta nel XVII secolo, tuttavia Palazzo Spada a Roma ne riprende alcuni motivi.

 le 5 foto alpy - 2003/2016

Bologna, Cappella Ghisilardi

 

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