schede d'arte

 

 PINTURICCHIO E BOTTEGA NEL DUOMO DI SIENA (Biblioteca Piccolomini e pavimento)

 

facciata duomo Siena
la facciata del duomo di Siena, foto alpav 2011

 

affreschi Biblioteca Piccolomini, duomo Siena
veduta della Biblioteca Piccolomini nel Duomo di Siena, foto © Loren File, dreamstime

Del pittore Bernardino di Betto (il Pinturicchio, nato a Perugia nel 1454/1460 e morto a Siena nel 1513) parecchio si è detto in occasione dell'anniversario presunto della sua nascita e dell'importante mostra che gli è stata dedicata nel 2008 presso il Palazzo dei Priori di Perugia.

Fino all'ottocento l'artista non godette tuttavia di grandissimo favore da parte dei critici benchè diverse delle sue opere siano state sempre celebri: alcuni degli affreschi laterali della Sistina, la Cappella Bufalini nella chiesa dell'Aracoeli di Roma, la Cappella Bella a Spello, gli appartamenti Borgia in Vaticano e via continuando in diversi luoghi dell'Italia centrale.  

Probabilmente ad un certo punto della sua carriera era diventato un capo bottega (si direbbe quasi un manager) che otteneva molte committenze e quindi la qualità del lavoro qualche volta ne risentiva. Va però evidenziato che coloro che gli affidavano gli incarichi avevano spesso i loro gusti ed è anche probabile che molti apprezzassero la sua sollecitudine. 


ritratto dell'artista; versione ottocentesca

Alla sua epoca comunque ebbe vasta eco l'incarico che nel 1502 gli affidò il cardinale Francesco Piccolomini Todeschini (successivamente papa Pio III per un mese scarso) per decorare l'ambiente- interno al Duomo di Siena- dove si era pensato in un primo momento di ubicare i molti volumi della biblioteca di Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini, 1405-1464).

Degli affreschi che il Pinturicchio e la sua bottega qui completarono intorno al 1507, il Vasari nelle sue "Vite" riferisce abbondantemente senza rinunciare a critiche nei confronti dell'artista : "...si vide nel Pinturicchio da Perugia, il quale ancor che facesse molti lavori e fusse aiutato da diversi, ebbe nondimeno molto maggior nome che le sue opere non meritarono. Tuttavia egli fu persona che ne'  lavori grandi ebbe molta pratica, e che tenne di continovo molti lavoranti nelle sue opere. Avendo dunque costui nella sua prima giovinezza lavorato molte cose con Pietro da Perugia (il Perugino) suo maestro, tirando il terzo di tutto il guadagno che si faceva, fu da Francesco Piccolomini cardinale chiamato a Siena a dipingere la libreria stata fatta da Papa Pio II nel Duomo di quella città. Ma è ben vero che gli schizzi et i cartoni di tutte le storie che egli vi fece, furono di mano di Raffaello da Urbino allora giovinetto; il quale era stato suo compagno e condiscepolo appresso al detto Pietro; la maniera del quale aveva benissimo appresa il detto Raffaello; e di questi cartoni se ne vede ancora oggi uno in Siena et alcuni schizzi ne son di mano di Raffaello nel nostro libro. Le storie dunque di questo lavoro, nel quale fu aiutato Pinturicchio da molti garzoni e lavoranti, tutti della scola di Pietro, furono divise in dieci quadri....."

I diversi affreschi della Biblioteca senese presero spunto dagli episodi più rilevanti della vita di Pio II Piccolomini che era nato nel piccolo centro di Corsignano (ora più noto come Pienza) e che fu uno dei personaggi più rilevanti del suo tempo.

Nonostante le numerose collaborazioni è evidente che alcune parti (esempio molti paesaggi di sfondo) siano stati realizzati dalla mano comunque virtuosa del Pinturicchio. Qualche volta è invece evidente l'intervento diretto del giovane Raffaello che, benchè a quel tempo fosse già noto, non sarebbe stato chiamato dal Piccolomini ma più facilmente fu coinvolto dal capo bottega.

Fin dall'inizio nell'ambiente è ubicato un gruppo marmoreo di epoca romana (le tre grazie). L'insieme risultò suggestivo già alla gran parte dei visitatori dell'epoca.

 

 

Il Pinturicchio comunque si impegnò, insieme ad altri artisti, anche disegnando una porzione del bel pavimento del duomo senese. Pavimento che, a tutela di tali bellezze, è normalmente coperto ma reso visibile dal 18-8-2012 al 24-12-12 nell'ambito dell'iniziativa "Divina Bellezza" promossa dall'Opera del Duomo di Siena

Pinturicchio nel pavimento duomo Siena
porzione pavimentale disegnata dal Pinturicchio
Allegoria del Monte della Sapienza
foto a cura dell'ufficio stampa di Civita

 


veduta del pavimento (a commesso marmoreo) sotto la cupola del duomo di Siena
In questa zona i disegni sono ad esagoni
La realizzazione del complessivo pavimento senese  fu realizzato in alcuni secoli anche
con l'apporto di numerosi artisti come Sassetta, Beccafumi, Matteo di Giovanni ecc.
Foto a cura dell'ufficio stampa di Civita (incaricata per la promozione dell'evento 2012)

 

 

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