schede d'arte
PINTURICCHIO E BOTTEGA NEL DUOMO DI SIENA (Biblioteca Piccolomini)

veduta della Biblioteca Piccolomini nel Duomo di Siena, foto
© Loren File, dreamstime
Del pittore Bernardino di Betto (il Pinturicchio,
nato a Perugia nel 1454/1460 e morto a Siena nel 1513) parecchio si è detto in
occasione dell'anniversario presunto della sua nascita e dell'importante mostra
che gli è stata dedicata nel 2008 presso il Palazzo dei Priori di Perugia.
Fino
all'ottocento l'artista non godette tuttavia di grandissimo favore da parte dei critici benchè diverse delle sue opere siano state sempre celebri:
alcuni degli affreschi laterali della Sistina, la
Cappella Bufalini nella chiesa dell'Aracoeli di Roma, la
Cappella Bella a
Spello, gli appartamenti Borgia in Vaticano e via continuando in diversi luoghi
dell'Italia centrale.
Probabilmente ad un certo punto della sua carriera era diventato un capo
bottega (si direbbe quasi un manager) che otteneva molte committenze e
quindi la qualità del lavoro qualche volta ne risentiva. Va però evidenziato che
coloro che gli affidavano gli incarichi avevano spesso i loro gusti ed è anche probabile che molti
apprezzassero la sua sollecitudine.

ritratto dell'artista; versione ottocentesca
Alla sua epoca comunque ebbe vasta eco l'incarico che nel
1502 gli affidò il
cardinale Francesco Piccolomini Todeschini (successivamente papa Pio III
per un mese scarso) per decorare l'ambiente- interno al
Duomo di Siena- dove si era pensato in un primo momento di ubicare i molti
volumi della biblioteca
di Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini, 1405-1464).
Degli affreschi che il Pinturicchio e la sua bottega
qui completarono intorno al 1507, il Vasari nelle sue "Vite" riferisce
abbondantemente senza rinunciare a critiche nei confronti dell'artista : "...si vide nel Pinturicchio
da Perugia, il quale ancor che facesse molti lavori e fusse aiutato da diversi,
ebbe nondimeno molto maggior nome che le sue opere non meritarono. Tuttavia egli
fu persona che ne' lavori grandi ebbe molta pratica, e che tenne di
continovo molti lavoranti nelle sue opere. Avendo dunque costui nella sua prima
giovinezza lavorato molte cose con Pietro da Perugia (il
Perugino) suo maestro, tirando il
terzo di tutto il guadagno che si faceva, fu da Francesco Piccolomini cardinale
chiamato a Siena a dipingere la libreria stata fatta da Papa Pio II nel Duomo di
quella città. Ma è ben vero che gli schizzi et i cartoni di tutte le
storie che egli vi fece, furono di mano di Raffaello da Urbino allora
giovinetto; il quale era stato suo compagno e condiscepolo appresso al detto
Pietro; la maniera del quale aveva benissimo appresa il detto Raffaello; e di
questi cartoni se ne vede ancora oggi uno in Siena et alcuni schizzi ne son di
mano di Raffaello nel nostro libro. Le storie dunque di questo lavoro, nel quale
fu aiutato Pinturicchio da molti garzoni e lavoranti, tutti della scola di
Pietro, furono divise in dieci quadri....."
I diversi affreschi della Biblioteca senese presero spunto
dagli episodi più rilevanti della vita di Pio II Piccolomini che era nato nel piccolo centro di
Corsignano (ora più noto come Pienza) e che fu uno dei personaggi più rilevanti
del suo tempo.
Nonostante le numerose collaborazioni è evidente che alcune
parti (esempio molti paesaggi di sfondo) siano stati realizzati dalla mano
comunque virtuosa del Pinturicchio. Qualche volta è invece evidente l'intervento
diretto del giovane Raffaello che, benchè a quel tempo fosse già noto, non sarebbe stato
chiamato dal Piccolomini ma più facilmente fu coinvolto dal capo bottega.
Fin dall'inizio nell'ambiente è ubicato un gruppo marmoreo
di epoca romana (le tre grazie). L'insieme risultò suggestivo già alla
gran parte dei visitatori dell'epoca.