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 NICOLA e GIOVANNI PISANO


P
erugia, fontana Maggiore, ornata da sculture di Giovanni e Nicola Pisano, foto Massimo A. , 2004

La Fontana Maggiore di Perugia

Costruita tra il 1275 e il 1278 per portare l'acqua in città dal nuovo acquedotto di monte Pacciano, la fontana maggiore è un gioiello di scultura e il simbolo della Perugia medievale. I lavori dell'acquedotto e della fontana furono diretti da Frate Bevignate, che riuscì, laddove altri prima di lui avevano fallito, a risolvere brillantemente il problema dell'approvvigionamento idrico della città. Al disegno della fontana si dedicarono Nicola e Giovanni Pisano, i due grandi protagonisti della scultura italiana duecentesca. Nel 1260 Nicola de Apulia aveva firmato come Nicola Pisano il pulpito del Battistero di Pisa, un'opera di fondamentale importanza che inaugurò una nuova stagione dell'arte figurativa italiana con un decisivo superamento della tradizione romanica. Benchè non vi siano documenti di un'attività dell'artista nella sua terra d'origine, la maturità del linguaggio che utilizzò in Toscana presuppone un'assimilazione profonda e meditata del classicismo della civiltà federiciana dalla quale venne all'artista anche la conoscenza dei traguardi raggiunti dalla scultura gotica nella prima metà del XIII secolo. La modernità di Nicola Pisano appare con maggiore evidenza nel successivo pulpito che realizzò per il duomo di Siena tra il 1265 e 1268, in cui alla chiarezza narrativa del pulpito pisano si sostituisce una più commossa partecipazione emotiva e una drammatizzazione del fatto sacro, tratti intrinseci al naturalismo gotico. A fianco di Nicola lavorarono al pulpito di Siena il figlio Giovanni, Arnolfo di Cambio, Donato e Lapo. Nicola si era infatti costituito una florida bottega con la quale fu impegnato in opere di notevole importanza tra cui le più rilevanti sono l'arca di San Domenico per la chiesa dei domenicani di Bologna e la fontana maggiore di Perugia. Giovanni Pisano rimase a lungo a operare nell'ambito della bottega paterna, e non è facile identificare la sua mano nelle opere di collaborazione con il padre.

Nella fontana di Perugia si realizza una straordinaria unità di intenti tra le due personalità. I due artisti la vollero elevata su una gradinata circolare e formata da due vasche di pietra bianca e rosa, sormontate da una conca bronzea da cui si levano tre ninfe o virtù teologali. L'opera è un esempio di fontana medievale a bacini sovrapposti tra i più monumentali, per la sua collocazione al centro della piazza e per la ricchezza della decorazione plastica che si presenta come una summa enciclopedica della cultura dell'epoca. La vasca inferiore è formata da un poligono di venticinque lati e su ogni lato, separati da una colonnina, sono scolpiti due bassorilievi. Le cinquanta formelle raffigurano il calendario dei lavori agricoli, episodi biblici, storici e mitologici, oltre a due scene tratte dalle favole di Esopo, nonchè i simboli della città (il grifo), del partito guelfo (il leone) e dell'impero (l'aquila). Chiudono la rassegna le sette arti liberali e la filosofia. La conca superiore è un bacino poligonale di dodici lati, decorato con i personaggi, reali e immaginari, che hanno reso grande Perugia: dal mitico fondatore troiano Euliste a sant'Ercolano, il vescovo difensore della città contro i Goti. Nelle statuine possiamo riconoscere ancora personaggi dell'Antico e del Nuovo testamento e il ritratto del podestà e del capitano del popolo. La tensione dinamica dei corpi nello spazio e i giochi lineari dei panneggi che diventano linee di forza che strutturano la figura rivelano nelle sculture, più che nelle formelle della bacino inferiore, la presenza della mano giovanile di Giovanni Pisano. L'artista lascia la sua firma su un'iscrizione della vasca inferiore, quasi a sottolineare un processo di autonomia ormai compiuto. E possiamo misurare a quale grado di originalità fosse giunto tale processo quando troviamo Giovanni al lavoro da solo nella grande impresa della facciata del duomo di Siena, a partire dal 1284. R.R (diritti riservati, in collaborazione con Artable ass.ne)


 cenni sulle altre opere degli artisti (a cura redazione)


Nicola: pulpito nel Battistero di Pisa, foto JoJan- wikipedia

Nicola Pisano (probabilmente di origini pugliesi, nato intorno al 1220, defunto intorno al 1280-1285). Come sopra accennato, lavorò al pulpito del battistero di Pisa ed alla fontana di Perugia. Altre sue opere: il pulpito nel Battistero di Siena (attribuito anche al figlio Giovanni), alcune parti dell'Arca di San Domenico in Bologna, una decorazione nella Chiesa di San Martino a Lucca, un'acquasantiera in S.Giovanni Fuorcivitas di Pistoia, il completamento di una delle parti esterne del Battistero di Pisa ecc.. Suoi frequenti collaboratori furono, oltre il figlio Giovanni, anche Arnolfo di Cambio, Lapo ed altri.

Come scrive A. Chastel (storia dell'arte italiana): "Nicola Pisano muore....dopo aver formato la scuola di scultori che domineranno l'epoca. Da lui hanno appreso che l'arte plastica può raggiungere, come nell'antichità, un'altezza di espressione magnifica per mezzo della copiosità e la pienezza delle figure " .


parte dell'Arca di San Domenico, Bologna (Nicola vi si impegnò coordinando diversi collaboratori). Successivamente lavorarono al monumento
altri artisti fra i quali anche il giovane Michelangelo (è di quest'ultimo l'angelo con torcia parzialmente in primo piano), foto alpav 2010


Nicola Pisano, completò alcuni parti del Battistero pisano;foto © Serban Enache/dreamstime



lunetta (Deposizione) nella facciata del duomo di Lucca, foto ap 2012

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pulpito di Pistoia( Giovanni Pisano), foto Sailko/wikipedia

Giovanni Pisano (figlio di Nicola, nato intorno al 1248, defunto intorno anni 1315-1320). Come già riferito lavorò con il padre alla Fontana Maggiore di Perugia e quindi a Siena,  Pisa, Bologna ecc.. Oltre a seguire le orme del padre si impegnò anche come architetto. Fra i suoi lavori principali: il pulpito di S.Andrea a Pistoia, quello del Duomo di Pisa (al quale lavorò una dozzina di anni), alcune probabili decorazioni a S.Quirico d'Orcia e numerose statue. Fra queste sculture vanno segnate alcune Madonne a Prato ed a Padova, un Crocifisso ora in un museo di Londra, il monumento funebre per Margherita di Brabante (del quale restano a Genova dei frammenti) ecc.


la scultura di Prato (vecchia foto)

Il Vasari nelle sue "Vite" dedicò alcune pagine ai due artisti così sintetizzando la loro opera "....l'opere di scoltura ed architettura di costoro...meritano d'esser celebrate, avendo essi in gran parte levata via - nel lavorare i marmi e nel fabricar - quella vecchia maniera greca goffa e sproporzionata, et avendo ancora migliore invenzione nelle storie, e dato alle figure migliore attitudine.....".  Secondo diversi critici l'opera di Giovanni Pisano ebbe grande influenza su tutta la scultura del Trecento.

link correlati:
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Tino da Camaino, allievo di Giovanni Pisano
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