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foto, studio Esseci

 

Restauro: Deposizione di Daniele da Volterra (relazione)

Il progetto conservativo relativo alla Deposizione dalla Croce di Daniele da Volterra è stato il punto di arrivo di una campagna di lavori che dal 1999 al 2004 ci ha visto impegnati sui dipinti cinquecenteschi della chiesa SS. Trinità dei Monti. I lavori iniziarono  dalla Cappella Guerrieri, per continuare nella Cappella Cecilia Orsini Pio,  e nella Cappella della Rovere, e proseguirono nella cappella Chateauvillain, in quella Verospi per terminare nella Cappella Aldobrandini Bonfil. E’ quest’ultima che dal 1860 ospita la Deposizione.

Questi anni di lavoro hanno permesso di acquisire una formidabile quantità di dati sulla tecnica esecutiva, lo stato di conservazione dei dipinti murali della chiesa e dei relativi interventi conservativi.  Elementi acquisiti che sono stati alla base per il giusto approccio all’opera di restauro della Deposizione.

Nel settembre del  2002 inizia la campagna di studi in stretta collaborazione con Colette Di Matteo, Ispettore Generale dei monumenti storici di Francia, Angela Negro, Funzionario della Sovrintendenza dei Beni Artistici e Storici di Roma, direttrice del Museo di  Palazzo Barberini, il Gabinetto Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani ed i restauratori, mirata allo studio degli elementi della tecnica esecutiva e dello stato di conservazione dell’importante dipinto. Già nel dicembre dello stesso anno fu evidente che il supporto ideato dal Palmaroli, , tra i primi esempi di “Stacco” sistematico eseguito all’inizio dell’ottocento, creava dei gravissimi problemi di carattere fisico  alla conservazione della ‘Discesa dalla Croce ’. Gli elementi che erano alla base del progetto di Palmaroli prevedevano un supporto elastico (su tela)  per poter affrontare un’eventuale lungo viaggio del dipinto, tecnica che si dimostrò, già dopo pochi decenni, la causa di deformazioni e profonde lesioni.

Le indagini scientifiche e i rilievi dei restauratori portarono a comprendere che sotto lo spesso strato di oli ossidati, di antiche efflorescenze saline, delle cere e delle colle alterate, gran parte della superficie pittorica originale era presente e ben conservata. Si comprese inoltre che le complesse interazioni del supporto del Palmaroli con l’affresco originale,  facevano progredire l’allarmante degrado fisico creando deformazioni e profonde lesioni su ampie e importanti porzioni della composizione (area del San Giovanni e Le Tre Marie).

Nel gennaio 2003 si decide così di affrontare sondaggi di pulitura mirati per sondare la possibilità di recupero della superficie originale, operazione indispensabile per poter proteggere la superficie dipinta prima della sostituzione del supporto del Palmaroli, oramai evidentemente non più idoneo.

Da marzo a giugno del 2003, verificandone preventivamente stabilità ed efficacia, viene così messa a punto la delicata tecnica di pulitura che evidenzia immediatamente uno  straordinario recupero dei valori cromatici e della superficie originale.

Nel luglio dello stesso anno il progetto conservativo delle ‘Discesa dalla Croce ’ di Daniele da Volterra diviene operativo per essere poi ultimato alla fine del settembre del 2004.

Ad oggi il grande risultato dell’intervento è come, pur trovandoci di fronte ad un dipinto murale non più collocato direttamente sulla muratura originale ma affidato ad un nuovo supporto, si possa nuovamente ammirare la “Discesa dalla Croce” di Daniele da Volterra, nelle caratteristiche proprie di uno straordinario dipinto ad affresco, eseguito con la tecnica considerata dallo stesso Michelangiolo la prima ed assoluta a cui affidare le più grandi imprese pittoriche italiane del XVI secolo.

 estratto comunicato stampa Studio Esseci