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GLI ARCHITETTI BASILE

La Sicilia nell'ottocento ha dato i natali a due importanti artisti: Giovan Battista Filippo Basile (1895-1891) ed Ernesto Basile (figlio del primo, 1857-1932).

Giovan Battista Basile, dopo diverse committenze private e pubbliche, nel 1864 vinse il concorso per la realizzazione- in stile classicheggiante- del Teatro Massimo di Palermo (sua città natale) che poi fu ultimato ed arredato dal figlio.


il Teatro Massimo di Palermo, foto Alpy 2007 ( il teatro fu iniziato da G.B Filippo.Basile ed ultimato dal figlio Ernesto)


Teatro Massimo, parziale, foto Alpy 2007

 


G.B.F. Basile, facciata duomo Acireale -foto az.turismo Acireale

Molta più notorietà ebbe quest'ultimo. Ernesto Basile, dopo le prime esperienze anche all'estero (Brasile ecc.) , si affermò in Italia come uno dei maggiori esponenti del Liberty.

Fece cronaca la sua "galèrie de machines " esposta nel 1892 all'esposizione nazionale di Palermo ed ebbero successo i suoi villini (Villa Igea, Villino Basile, villino Fassini ecc).

Secondo le tendenze dell'epoca Ernesto si interessò anche di manufatti seriali in ceramica, vetro, tessuto ed altri materiali e dopo qualche tempo fu famosa la sua collaborazione con la ditta Ducrot che era stata praticamente fondata a Palermo dall'ingegnere francese Vittorio Ducrot. Le officine della Ducrot erano poco distanti dalla celebre palazzina della Zisa e, grazie anche all'arte del Basile, in pochi anni arrivarono ad occupare migliaia di operai ed a farsi quotare in borsa. Quest'area industriale, secondo i progetti, dovrà ora diventare una specie di Beaubourg palermitano. Nel frattempo diversi oggetti della Ducrot sono collezionati e magari passano alle aste di Ebay.  

Ernesto Basile adornò la sua città natale anche con delle edicole per le quali, come avvenne per alcuni villini, ci sono talora problemi di conservazione . L'architetto ebbe ovviamente occasione di effettuare diversi lavori in alcune cittadine siciliane (un teatro a Canicattì , un palazzo a Licata, numerose costruzioni private). 


l'edicola "Ribaudo" di Ernesto Basile (sullo sfondo: Politeama Palermo)- foto Alpy 07

L'architetto fu comunque attivo in Brasile, in altre regioni d'Italia ed in particolare a Roma.

Dalla capitale, dopo aver presentato progetti nel 1884 e nel 1889, arrivò la prestigiosa commessa di sistemare ed ampliare la sede in Montecitorio della Camera dei Deputati.

In questo importante lavoro Ernesto Basile si impegnò principalmente fra gli anni 1902-1919 (con qualche successivo richiamo).  Sono sue le sistemazioni dell'aula parlamentare, la facciata posteriore , diversi ambienti e molti arredi.     


Ernesto Basile, lato posteriore Parlamento Italiano, foto Alpy 07; VEDI PARTICOLARE

Riguardo alla facciata novecentesca (ben diversa da quella più nota del Bernini e del Fontana) c'è sempre stata qualche discussione relativamente all'inserimento dell'opera nel contesto circostante. Andrè Chastel osservò pure che: "... la nuova facciata del palazzo del Parlamento a Montecitorio abusa delle licenze dello stile floreale..." .

Nell'autunno 2000 comunque la Camera dei Deputati ha curato una mostra sull'opera ed il genio di Ernesto Basile. Rilevanti secondo i curatori di questa esposizione "... le sue interpretazioni del principio di "progettazione integrale" e dell'istanza di "opera d'arte in tutto", che caratterizzano le migliori espressioni del modernismo europeo ...".

Contemporaneo fu lo scultore palermitano Ettore Ximenes (1855-1926) che lavorò spesso all'estero e che ha lasciato, nella transitata Piazza Galeno di Roma, un villino alla progettazione del quale collaborò, fra gli altri, lo stesso Ernesto Basile.

Il lavoro qui realizzato (1902) è a più mani ma l'edificio ed i suoi interni danno un'idea dell'estro di cui erano capaci gli artisti palermitani della "belle epoque ".  


  

Teatro Massimo: visita

Villino Ida

Montecitorio ed Ernesto Basile

l'arco di Montecitorio

 

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