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ARCHITETTURA ARABO NORMANNA IN SICILIA
 

Premessa  redazionale: dopo le tante complesse vicende storiche della Sicilia nell'alto medioevo, nella parte occidentale della Sicilia alcune chiese furono costruite con cupole di tipo saraceno ed absidi molto ridotte.

Oltre a quelle più note di Palermo (San Cataldo, San Giovanni Eremiti , ecc)  va annoverata anche una chiesetta poco distante da Castelvetrano e dalla zona archeologica di Selinunte. Le costruzioni furono invece un pò diverse nella Sicilia orientale (la prima modesta edificazione fu nel 1080 circa a Troina).

L'articolo che segue è dell'arch. Giuseppe Salluzzo che ci ha pure messo a disposizione un interessante articolo su Castelvetrano  che pubblichiamo a parte. Relativamente al complesso degli edifici medievali rinviamo pure ad apposita nostra scheda su Palermo e Monreale.  In basso riportiamo ulteriori illustrazioni.


S.Trinità - Castelvetrano, foto cortesia SICILIA AGRITURISMO.it, Marinella Selinunte-Castelvetrano

Chiesa SS. Trinità di Delia

A pochi chilometri da Castelvetrano, in prossimità del fiume Delia, ancora oggi mausoleo della famiglia Saporito troviamo la chiesetta arabo-normanna della SS. Trinità di Delia. L'edificio presenta una pianta centrica a croce greca ed un volume cubico caratterizzato dalla cupola emisferica di colore rosso.
Nella Sicilia occidentale analoga alla Trinità di Delia è la chiesa coeva poco conosciuta di San Nicolò Regale a Mazara del Vallo. Presentano gli stessi stilemi le absidi della cattedrale di Mazara e l'esterno dei volumi della chiesa di San Nicolò la Latina a Sciacca. Anche a Palermo le due chiesette contigue , a pianta quasi centrica, di San Cataldo e Santa Maria dell'Ammiraglio mostrano lo stesso linguaggio. Le tre chiese di Castelvetrano, Mazara e Palermo volute dai re normanni per esaltare il loro potere, mostrano la realizzazione di maestranze arabe in spazi greco-bizantini. A questo tipo appartengono le chiese a pianta non centrica come San Giovanni degli Eremiti e la Santa Trinità, detta anche Magione, e il castello con la chiesetta di Maredolce a Palermo. Si tratta di composizioni di volumi semplici a forma cubica, prismatica ed emisferica, composti da calcarenite a piccoli conci esattamente tagliati, senza forti cornici, ma alleggerite da sottili rincassi. La chiesa della SS. Trinità di Delia ubicata nel Val di Mazara, è la più rigorosa delle chiese coeve in cui il quadrato, il cubo e la cupola emisferica determinano uno spazio centrico in una pianta quadrata, suddiviso da quattro colonne di marmo: due di colore rosso e due di colore verde, sulle quali si imposta la cupola; il santuario è triabsiadato pronunziato all'esterno da volumi semicircolari.. La struttura muraria realizzata in piccoli conci di calcarenite visibili all'esterno e all'interno che compongono la particolare stereometria, imperniata sulla cupola centrale, le pareti all'esterno sono decorate da semplice cornici sottili che seguono il disegno ad arco acuto delle finestre, chiuse da particolari intagli attraverso cui filtra all'interno la luce.

L'intervento di restauro 1880: la chiesa della Trinità di Delia nel 1880, si presentava coperta da intonaci sia all'interno che all'esterno e inglobata tra un edificio a due elevazioni a nord e a ovest da magazzini per il deposito. Giuseppe Patricolo, architetto incaricato del restauro, nella sua relazione scrive: "Ma qui incominciano le dolenti note: "la chiesa del XII secolo era stata in diverse epoche talmente deturpata da goffe sovrapposizioni da fare quasi scomparire dell'intutto il monumento". All'esterno il manufatto era rivestito di stucchi, murata la porta d'ingresso ad occidente e le porte nord e sud . Invece nella parte absidale era stata aperta un apertura d'ingresso e tutte le finestre erano state chiuse, tranne quella dell'abside. Ai lati dell'edifico erano stati addossati a nord un fabbricato a due elevazioni fuori terra a sud e ad ovest erano addossati dei magazzini di deposito. La copertura nel perimetro era stata decorata da merli, mentre la finestra ogivale rimasta era stata risagomata dagli stucchi per ottenere un arco a tutto sesto. All'interno l'edificio era tutto stuccato, gli archi ogivali erano stati ridisegnati a tutto sesto e tutte le mostre e cornici antiche rivestite della stessa decorazione a stucco, restavano scoperte soltanto, le colonne marmoree. L'architetto Patricolo, interviene in questo manufatto liberandolo da tutte le aggiunte. Continua nel suo rapporto scrivendo: "In questo lavoro tanto delicato fui molto coadiuvato da uno dei proprietari, il Sig. Vincenzo Saporito, il quale ad una non comune istruzione aggiunge un culto per tutto ciò che sa di arte. Compito in meno di otto giorni questo lavoro di disseppellimento, è venuto fuori uno dei più belli monumenti della prima metà del XII secolo, di una forma quasi identica alla chiesa di S. Maria dello Ammiraglio". Giuseppe Patricolo si occupa anche della redazione del progetto dell'ipogeo, da ricavare sotto la chiesa, e della cura dei lavori di restauro di questa chiesa. I signori Saporito, infatti, danno l'incarico di compilare : "un progetto di restauro del monumento, e nel tempo stesso disporre la costruzione di nuovi magazzini e di altro casamento;per indi demolire gli attuali addossati alla chiesa antica". Il restauratore, quindi demoliva e restituiva "Con tali opere la Chiesa della Trinità di Delia verrebbe ad essere completamente restituita al suo primitivo stato, ed isolata come doveva certamente essere in origine ".

 (*) Scrive G. Patricolo :Nella chiesa della Trinità di Delia tanto gli elementi decorativi quanto quelli costruttivi trovano tale perfetto riscontro nelle chiese di S. Giovanni degli eremiti e di S. Maria dell’Ammiraglio non che nei castelli della Cuba, della Zisa e nel padiglione dentro il giardino del cav. Napoli, da poter quasi asserire che il medesimo architetto avesse disegnato tutti questi monumenti.

(autore Arch.Giuseppe Salluzzo, dir.ris.)
 


San Cataldo (Palermo)- foto di Sandro F.,2003;
 



S.Giovanni Lebbrosi (Pa) costruita dal 1070  ; foto Alpy

 


visuale in San Giovanni Eremiti (Pa), foto Umberto P-2014


visione panoramica di San Giovanni Eremiti e dei giardini, foto Umberto P-2014

approfondimento: San Giovanni Eremiti

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