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IL RINASCIMENTO ITALIANO ED I SULTANI


Il rapporto fra i conquistatori (maggio 1453) di Costantinopoli ed il Rinascimento Italiano appare in un primo momento argomento improbabile, ma alcune importanti opere testimoniano che questo rapporto vi fu. Una mostra (Bellini and the East, in corso presso la National Gallery fino a giugno 2006) documenta una parte importante di queste vicende artistiche. E talora si tratta di storie complicate.

Alla notizia della caduta della città che aveva preso il nome da Costantino, lo sgomento fu grande in tutta Europa e per l'occasione si tornarono a rileggere alcuni scritti profetici. In realtà ad Istanbul la situazione non era da Apocalisse, ma tutti gli oscuri presentimenti furono presi in grande considerazione dai pontefici. Nonostante gli appelli di papa Niccolo V e di Enea Silvio Piccolomini (poi Pio II) , le potenze europee rimasero però concretamente indifferenti alla fine del mondo bizantino. Solo i Veneziani , ma per motivi prevalentemente commerciali, aderirono con pochi altri a qualche tentativo come ad esempio quello della Crociata che doveva partire da Ancona nel luglio 1464.
Successivamente i Veneziani prendendo anche esempio dai Genovesi che erano riusciti a conservare in qualche modo l'enclave di Galata, si uniformarono con la diplomazia alla nuova situazione.


Istanbul, foto Iride, 1992

Fu nel corso di questi contatti diplomatici e commerciali che Maometto II (il terribile Mehmet che aveva deposto Costantino XI) , chiese nel 1479 un ritratto per mano di un artista veneziano. La circostanza è raccontata anche dal Vasari. Le usanze dell'Islam sconsigliavano la riproduzione di esseri umani ma Maometto II era rimasto affascinato da alcune opere veneziane. In un primo momento per il viaggio ad Istanbul era stato designato Giovanni Bellini ma alla fine partì il più giovane fratello.

Gentile Bellini (*) realizzò il ritratto di Maometto II (ora conservato a Londra) e ne ebbe grandi vantaggi. Il sultano gli regalò una preziosa catena d'oro ed al suo ritorno a Venezia i suoi meriti gli valsero una rendita di 200 scudi.

Un fatto singolare accadde però anni dopo. Il principe Gem figlio appunto di Maometto II e di una principessa serba, alla morte del padre era rimasto prima isolato a Konia e poi era stato sconfitto nei pressi di Brussa. Dopo un vano tentativo nel 1482 fu infine costretto a cercare asilo prima a Rodi , poi in Alvernia ed infine nel 1489 a Roma (dove fu chiamato Zizim).
A quel tempo era papa Innocenzo VIII ma la famiglia Borgia era già molto potente. Fra coloro che ebbero molta curiosità per il principe turco anche la famosa Lucrezia Borgia (sembra contribuì a questo suo interesse anche il Mantegna). Nel 1492 altresì lo stesso cardinale Borgia si interessò molto a Gem. Fra l'altro in quel periodo venne in visita a Roma anche il sultano Bayazid II ( fratello e nemico del principe) che aveva regalato ad Innocenzo VIII la Sacra Lancia con il quale Longino aveva colpito Gesù Cristo.
Non è quindi un caso che fra i diversi personaggi (spesso della famiglia Borgia) dell'affresco "La disputa di S.Caterina di Alessandria coi filosofi" del Pinturicchio (**) vi sia anche il principe Gem (nell'affresco è individuato in uno dei due personaggi con il tradizionale turbante).
A proposito di Bayazid si ipotizza invece che abbia avuto qualche contatto con Michelangelo (***) per la costruzione -mai realizzata - di un ponte sul Bosforo. Al riguardo il Vasari scriveva: "...veduto per questa furia del Papa , dubitando di lui ebbe, secondo quel che si dice, voglia di andarsene in Gostantinopoli a servire il Turco per mezzo di certi frati di San Francesco, che desiderava averlo per fare un ponte che passassi da Gostantinopoli a Pera " .

Raffinato intenditore di cose artistiche fu anche il sultano Solimano (figlio di Selim e nipote di Bayazid). Il suo primo decisivo contatto con l'arte occidentale avvenne con la conquista dell'Ungheria e della magnifica Buda dove aveva regnato l'umanista Mattia Corvino. Con l'occupazione del capoluogo ungherese, Solimano il magnifico si interessò a molti manufatti italiani ed in particolare ai volumi decorati dalla bottega fiorentina di Attavante degli Attavanti. (****)

National Gallery: Bellini and the East (mostra)

asterischi

(*) Gentile Bellini, veneziano ( 1460 circa-1507) figlio di Jacopo e fratello di Giovanni. Ottimo ritrattista. Molte delle sue opere andarono distrutte durante un incendio a Palazzo Ducale. I suoi principali dipinti sono ora a Venezia (Galleria Accademia) o a Brera.

(**) Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio ( 1454 circa- 1513). All'inizio della sua attività si ispirò talora allo stile di Gozzoli. Successivamente collaborò con il Perugino per alcuni decori nella Cappella Sistina. Lavorò in diverse occasioni a Roma ed una sua firma è stata rinvenuta anche nella Domus Aurea dove notoriamente gli artisti rinascimentali andavano spesso a studiare. Sue affreschi sono a Roma ( S.Maria del Popolo, S.Maria Aracoeli,  appartamenti Borgia in Vaticano, palazzo Colonna ecc.), a Spello ed a Siena Diversi quadri del Pinturicchio sono conservati presso la Galleria Naz. di Perugia.  La citata "Disputa di S.Caterina- vedi link "  è una delle sue opere più interessanti in quanto riesce ad esprimervi in pieno le sue grandi capacità di decoratore. Alcuni suoi affreschi in Castel S.Angelo sono andati perduti.

(***) questo misterioso rapporto di Michelangelo con l'Oriente islamico avrebbe comunque, nel mondo dell'arte, un altro singolare precedente: in un dipinto del Masaccio sarebbe stato infatti individuato un versetto del Corano.Più concretamente un allievo del Pisanello (Matteo de' Pasti) tentò un viaggio a Costantinopoli per vendere le sue medaglie;

(****) nel 1869 la biblioteca che era appartenuta al re ungherese Mattia Corvino fu donata dal sultano Abd al Basis a Francesco Giuseppe imperatore d'Austria ed Ungheria all'epoca in visita in oriente;

Il Sole 24 Ore nel supplemento di domenica 9 aprile 2006 ha pubblicato l' interessante articolo " Islam alla Veneziana" .  Infine si segnala la mostra "Venezia e l'Islam" programmata dal 28 luglio al 25 novembre in palazzo ducale a cura dei Musei Civici Veneziani.

sito della mostra: http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?pid=1336&musid=151&sezione=mostre

 

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