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Pinacoteca civica di Vicenza


La Pinacoteca civica di Vicenza nel 2005 ha celebrato i 150 anni dalla propria istituzione, che avvenne il 18 agosto del 1855. La ricorrenza è stata suggellata dalla pubblicazione del terzo tomo del catalogo scientifico, che conclude il notevole lavoro di catalogazione delle principali opere di pittura, scultura e arti applicate conservate nel Museo.

La pinacoteca ha sede nel prestigioso palazzo palladiano dei Chiericati, i cui progetti furono consegnati da Andrea Palladio al committente Girolamo Chiericati nel 1550; morto il committente, Valerio Chiericati, suo figlio, provvide alla decorazione degli ambienti della parte meridionale nel 1557-58. Il palazzo cominciò ad essere abitato da Valerio nel 1570, ma il completamento andò a singhiozzo poiché si era fatto troppo oneroso in tempi economicamente difficili, e fu effettivamente terminato solo verso la fine del Seicento. Le sale furono ornate da affreschi e stucchi di importanti artisti dell'epoca, come Domenico Brusasorzi e Battista Zelotti, di cui rimangono ampi stralci.


Coloro che portarono a compimento la costruzione del palazzo si attennero senza dubbio al progetto originale di Palladio, ma dovettero affrontare la progettazione del prospetto settentrionale, inizialmente non previsto poiché l'area era collegata a degli edifici minori e non si affacciava quindi sulla strada. Essi agirono quindi con sobrietà, rispettando e rispecchiando all'esterno la distribuzione delle sale interne, sottolineata da modanature in stile cinquecentesco. In facciata poi, richiamandosi ad affini esempi palladiani, si posero sui frontoni delle finestre centrali statue di divinità fluviali e si eresse sui cornicioni un'alternanza di pinnacoli e statue classicheggianti.
Le infauste vicende economiche della famiglia determinarono però il degrado della dimora cittadina, che nel 1838-39 venne infine venduta dai Chiericati al Comune di Vicenza, che successivamente decise di destinarlo a sede museale cittadina. Nel 1853 l'architetto Giovanni Miglioranza venne quindi incaricato dei restauri necessari per adattare l'edificio a sede del Museo Civico, tale impresa fu condotta con criteri piuttosto rispettosi e venne terminata due anni dopo.
Palazzo Chiericati raccoglieva inizialmente tutte le collezioni storiche, artistiche e naturalistiche cittadine, che furono in seguito assegnate a diverse sedi: al Museo del Risorgimento e della Resistenza in villa Guiccioli documenti e cimeli relativi alle vicende napoleoniche, risorgimentali e delle Guerre Mondiali; al Museo Naturalistico Archeologico presso i Chiostri di Santa Corona, dal 1991, campioni di fossili, flora e fauna caratteristici dell'area e reperti archeologici; alla Pinacoteca civica in palazzo Chiericati le opere di arte figurativa e applicata e la relativa biblioteca.
Palazzo Chiericati ospita numerosissime opere fra le quali quelle di artisti noti quali tra i pittori Bartolomeo Montagna, Marco Palmezzano, Jacopo Bassano, Paolo Veronese, Francesco Maffei, Giulio Carpioni, Giambattista Tiepolo, tra gli scultori Orazio Marinali, Jacopo Sansovino, Alessandro Vittoria, Valerio Belli.
Degne di nota, mentre si ammirano le collezioni, sono anche alcune sale sontuosamente decorate e tuttora ben conservate.
Al pianoterra, la grande Sala del Firmamento, il cui soffitto è splendidamente impreziosito dall'opera del Brusasorzi e dalle cornici in stucco di Bartolomeo Ridolfi. Nel rettangolo centrale l'artista veronese dipinse Fetonte alla guida del carro del Sole, subito inseguito da Diana con quello della Luna: è il momento del tramonto, che lascerà spazio alle stelle; infatti intorno sono disposte in numerosi comparti le costellazioni allora note.

In riquadri monocromi, più piccoli, immagini di gusto classico desunte da monete greche e romane. Il tutto instancabilmente avviluppato in eleganti grottesche di mano di Eliodoro Forbicini.
Segue la più piccola Sala degli Dei, arricchita dagli stucchi bianchi e dorati di Ridolfi e dagli affreschi dello Zelotti, che ci raffigura in uno sfavillante riquadro centrale Giove, Giunone, Nettuno e Cibele immersi in un concentrato colloquio mentre siedono su nuvole rosa, tutt'intorno quattro medaglioni monocromi sorretti da putti raffiguranti episodi della Storia di Io, uno dei tanti amori di Giove, nelle lunette, una sfilata di altre divinità dell'Olimpo e di personificazioni fluviali.
Da quella del Firmamento si accede alla Sala d'Ercole, in cui le riquadrature a stucco sono ancora opera del Ridolfi, le grottesche di Forbicini e negli affreschi con le Storie di Ercole si individua la mano del Brusasorzi e, forse, di Anselmo Canera.
Al secondo piano invece, sopravvive della decorazione originaria del 1557-58 un fregio monocromo nella sala numero 10, in cui sono raffigurate scene di battaglie e trionfi derivate dalla Colonna Traiana e influenzate dai Trionfi mantegneschi, che si riferiscono alla vocazione militare di alcuni componenti della famiglia Chiericati.


Michela Palmese

Bibliografia di riferimento:
BARBIERI, F., Il Museo di Palazzo Chiericati. Guida breve, Vicenza 1995

L'orario di apertura di palazzo Chiericati è dalle ore 9:00 alle ore 17:00 da martedì a domenica. Il biglietto, valido per l'ingresso a Teatro Olimpico, Pinacoteca di Palazzo Chiericati, Museo Naturalistico Archeologico, Museo del Risorgimento e della Resistenza, ha validità tre giorni.

http://www.museicivicivicenza.it/

 

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